Campionato di Giornalismo la Nazione

#WALL Sorrisi a Saione

DURANTE IL periodo natalizio nel quartiere di Saione sono state attaccate dieci gigantografie di donne. L’itinerario si dipana tra il sottopassaggio della stazione di via Vittorio Veneto per arrivare a Piazza Zucchi passando per via Piave, via Montegrappa, via Vezzosi, via Libia, via Filzi e via Rismondo, proprio dove si trova la IV Novembre, la nostra scuola. Ancora oggi sono appese ai muri di palazzi e di negozi, ci fanno compagnia nella strada da casa a scuola e le abbiamo osservate da vicino una ad una. Si tratta di foto scattate da una donna, Maria Mulas, che ha esposto i suoi lavori in centro, a Palazzo Chianini. Alcune delle foto sono state scelte e ingrandite per essere portate e affisse nel nostro quartiere. Le immagini ritraggono donne non particolarmente belle ai nostri occhi, sono figure in bianco e nero. Si intuisce che le donne sono vestite in modo elegante, alcune sono truccate. Tutte sono sorridenti o soddisfatte, alcune di loro anche molto buffe. La maggior parte delle donne sono anziane. Tra loro ci sono persone famose, ma anche donne normali. NON CI SONO didascalie, cioè non possiamo capire chi sono e come si chiamano se non le conosciamo. Ma forse non importa riconoscerle, l’importante è rispondere ad un’altra domanda. Perché proprio dieci donne? Il nostro quartiere non ha una bella reputazione, lo troviamo sempre citato nel giornale perchè è successo qualcosa di grave al parco Pionta, atti di vandalismo o furti. Queste immagini invece servono per valorizzarlo, renderlo speciale, più vivace. I sorrisi e gli sguardi soddisfatti di queste signore servono agli abitanti e ai passanti per riflettere e trasmettere emozioni positive. Secondo noi servono anche per farci riflettere sull’importanza del rispetto verso le donne e sul ruolo che esse possono rivestire nella società, che siano donne conosciute o le nostre mamme. Ci comunicano che le donne possono lavorare, possono essere libere e partecipare alla vita politica. Ci immaginiamo le loro storie attraverso le loro espressioni, anche se lo scatto prende solo il viso della maggior parte di esse. Per guardare queste gigantografie siamo costretti a rivolgerci verso l’alto, sollevando il nostro volto e i nostri pensieri dalle preoccupazioni di ogni giorno, ci fanno rallentare e trascorrere un tempo lento. Pensiamo che questa mostra all’aria aperta porti più gente nel quartiere di Saione per scoprire queste gigantografie tra vie e piazze, senza pagare nulla, magari scoprendo che è un quartiere in cui si può ancora camminare tranquillamente e trascorrere un tempo rilassante e sereno.

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