Campionato di Giornalismo la Nazione

Il supermercato? Lo vorremmo così

SIAMO nell’«Era Digitale». Le innovazioni tecnologiche hanno investito tutti i settori, apportando notevoli cambiamenti nel modo di affrontare tematiche fondamentali della nostra vita quotidiana. Ci siamo detti, dunque, che sicuramente sarebbero più funzionali per gli adulti e più accattivanti per noi ragazzi, supermercati forniti di strumenti tecnologici all’avanguardia, che consentano la totale interazione acquirenteprodotto: poter conoscere prezzi, ingredienti, provenienza, valori energetici, eventuali allergeni, impatto ambientale e altre descrizioni dettagliate dei prodotti, risponderebbe all’esigenza di avere informazioni precise a salvaguardia della salute, dell’ambiente e perché no, del portafogli. Sarebbe cioè bello se, avvicinando un prodotto davanti ad un monitor, comparissero in tempo reale tutte le informazioni per garantire genuinità e trasparenza; oppure avere tavoli interattivi, sui quali selezionare il prodotto desiderato per avere tutte le notizie richieste sullo schermo, nonché le offerte del momento. L’Italia che stiamo vivendo però è anche quella dei single e dell’età media più alta di sempre: oggi una famiglia su tre (31,6% nel 2016, secondo l’ISTAT) è formata da un solo componente, l’età media è 43 anni. Il 7,9% della popolazione vive in povertà assoluta e si tratta per lo più famiglie numerose. Il supermercato del futuro non potrà non tenere conto di questi dati. Come? Prevedendo sempre più spesso monoporzioni e confezioni singole, tenendo presenti le più note problematiche di salute (allergie, diabete, colesterolo, celiachia), ma rimanendo anche sensibili alle emergenze sociali come la povertà, con iniziative a vantaggio delle famiglie numerose. Senza scordarsi la questione ambientale: sappiamo bene che gli imballaggi sono sotto l’occhio del ciclone, rappresentano il 50% della spazzatura e solo 14% della plastica è riciclata (fonte: green.it). Mentre a Davos i grandi della Terra stanno discutendo anche di questo, in Italia stiamo provando a risolvere il problema facendo pagare le buste. A giudicare da quello che vediamo con i nostri occhi nei supermercati in questi giorni, le abitudini stanno cambiando, ma non è certo la soluzione definitiva: lo sarebbero il riciclo o i materiali alternativi (segnaliamo l’invenzione di sacchetti fatti con alghe in Indonesia, per esempio). Nei paesi piccoli come il nostro non è raro vedere signori anziani andare a gettare la spazzatura contenuta in un secchio e riportare il secchio a casa: così andava decenni fa. Quando progettiamo il futuro non è male dare uno sguardo al passato.

Classe 2B

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