Campionato di Giornalismo la Nazione

Aiuto, i nostri fiumi stanno male

NEL CORSO di questi ultimi anni ci sono state varie morie di pesci lungo l’asse fluviale Marroggia, Teverone, Timia, e Topino; la più recente risale alla scorsa estate: una vera catastrofe ambientale per gli abitanti di Bevagna e comuni limitrofi. Le acque sono apparse verdi e marroni, dense e maleodoranti con la presenza eccessiva di alghe e schiuma. Le istituzioni hanno interpellato gli enti preposti per la tutela delle acque a livello regionale come l’Arpa, la Vus e il Consorzio Bonifica Umbra, per capire le cause del fenomeno e cercare di risolverlo. DOPO UN ACCESO dibattito che ha coinvolto, oltre i cittadini, il Comitato per la difesa dell’acqua, vari sindaci del territorio e l’assessore regionale Cecchini, a novembre è stata firmata una convenzione tra Bevagna e Foligno che prevede l’istallazione di due centraline di monitoraggio, una per l’Alveolo e una per la zona di Case Vecchie. Non basta. Cosa c’è da fare ancora? Si dovrà capire se i depuratori sversano correttamente, dove e come si può intervenire, cominciando dalla pulizia degli alvei e degli argini, procedendo con la sistemazione del sistema idrico e fognario di tutta la Valle Umbra. L’amministrazione di Bevagna, guidata dal sindaco Annarita Falsacappa, sogna la realizzazione di un parco fluviale da Spoleto a Cannara, impossibile senza un risanamento dei fiumi. Le cause di questa grave situazione di inquinamento sono molteplici e vanno ricercate negli innumerevoli scarichi localizzati lungo i corsi d’acqua, a cui si aggiungono comportamenti illegali incontrollati. L’inquinamento proviene dalle città, è dato dai detersivi, dal sapone dei lavelli, dalla schiuma delle docce o dalle acque sporche del water. QUESTE SOSTANZE prima di essere scaricate nei fiumi dovrebbero passare per impianti di depurazione, purtroppo in Italia meno della metà degli scarichi vengono depurati e gli impianti esistenti sono insufficienti a coprire aree sempre più urbanizzate. Responsabili anche le attività agricole che utilizzano pesticidi e fertilizzanti: l’acqua piovana filtra nel terreno, assorbe le sostanze velenose che finiscono nei fiumi e nelle falde acquifere; i fertilizzanti causano lo sviluppo eccessivo delle alghe determinando l’eutrofizzazione, cioè impediscono la produzione di ossigeno nell’acqua provocando la scomparsa degli esseri viventi. Allevamenti, ristoranti, attività artigianali e industrie per evitare spese di depurazione o smaltimento non si preoccupano di rispettare il delicato equilibrio della natura, perciò finiscono nei fiumi liquami, sostanze organiche e chimiche, detersivi, oli, oggetti solidi, sabbia e detriti dei cantieri.

Classi 1A - 1B

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