Campionato di Giornalismo la Nazione

Sos lavoro: è una chimera

IL LAVORO è sempre meno presente a Viareggio, che non è un’eccezione all’interno di un’Italia dove bisognerebbe dare maggiori opportunità ai giovani. LA DISOCCUPAZIONE sul territorio è aumentata ed è difficile trovare lavoro a studi finiti, soprattutto ora che nelle industrie hanno molte macchine in più e sempre meno manodopera. E’ inutile che la scuola formi studenti specializzati e un possibile personale qualificato se poi non si riesce a dare sfogo alla voglia di lavorare che c’è, al contrario di come qualcuno vuole descrivere i giovani. I DATI STATISTICI in Italia confermano inoltre che, a fronte di aperture di grandi centri commerciali, come è successo anche nella nostra città molto di recente, aumentano molto anche le chiusure dei piccoli negozi e delle botteghe di quartiere. Alla fine la sostituzione dei negozi di alimentari con i supermercati non porta per forza a un aumento dei posti di lavoro, perché può essere vero il contrario. NELLA SOLA CITTÀ di Viareggio furono calcolate ben cento chiusure in un solo anno, serrande che si abbassano per poi non alzarsi più; è molto triste leggere sul giornale che alla fine di ogni anno si fanno elenchi con i nomi di tutte le aziende del territorio che sono fallite. Non si vede come poi qualcuno possa pensare di riaprire tali negozi, magari provando a vendere merce diversa da prima: c’è chi a Viareggio passa il tempo a contare su quante porte chiuse compaiono i cartelli “affittasi” e “vendesi”, che sono tanto odiati perché sono il simbolo di un qualcosa che non c’è più e che non è stato sostituito. E nessun luogo si salva: abbiamo fatto un giro nel luogo più rinomato della nostra città, la passeggiata, e anche lì la storia si è ripetuta. NEGOZI CHIUSI e locali interni in stato di semi-abbandono fanno da cornice a posti rinomati, come succede all’altezza del tratto davanti al Grand Hotel Royal, dove i due fondi più grandi sono stati lasciati liberi ma non trovano proprietario. Con un altro fenomeno in aggiunta: ci è capitato di notare cerimonie di inaugurazione di nuovi negozi che però presto hanno chiuso i battenti. Insomma, Viareggio ha preso la sua condizione di città “turistica” anche con negozi che vanno e vengono, ma questo non è positivo. ALTRO GRANDE problema è la presenza in Italia di molte tasse, alcune delle quali assurde, e molte volte i negozi sono costretti a chiudere perché non riescono a pagarle dovendo aggiungere anche l’affitto del fondo e le spese per l’acquisto della merce. Aprire un’attività commerciale è un problema fin dall’inizio e, se nessuno lo farà, come potrà questa città cambiare?

Classe 3C

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