Campionato di Giornalismo la Nazione

La Bufala non è in via d’estinzione

«LO SBARCO sulla Luna? E’ stato un inganno» e «Bigfoot esiste davvero» anche se qualcuno aggiunge che «ormai è morto». C’è chi parla di Cloni umani, di Apocalissi vicine, di Whatsapp che sarà cancellato o fatto pagare. Il web ci bombarda con un’infinità di informazioni in tempo reale, dandoci modo di conoscere argomenti di ogni tipo, ma che spesso non hanno proprio niente di vero. Negli ultimi anni, grazie a post sempre più fantasiosi sui social, le «bufale», in inglese «fake news», stanno spopolando. Si tratta di notizie false, incredibili, con titoli che colpiscono e spacciate per autentiche. Chiunque può crearle e ovunque, corredandole con filmati «tarocchi » e fotomontaggi così ingegnosi che tante persone ci credono, ci hanno creduto e continueranno a farlo. Una «fake new» non ha successo per la completezza o la veridicità ma per la coerenza. Non deve lasciare dubbi o incertezze, a differenza di quanto accade nel mondo reale. Può provocare anche problemi. LA DIETA VEGANA suggerita dal Movimento dell’Igienismo, che ha causato danni e addirittura decessi, proponeva di curare le malattie solo rinunciando al cibo. Molti pensano che le «bufale» siano nate con l’avvento della «rete telematica» e invece non è così. Potremmo fare mille esempi, ricordando la burla delle «sculture di Modigliani» (1984), realizzate in realtà da tre studenti livornesi, o la bugia più originale, la «Guerra dei Mondi» di Orson Wells. ERA IL 1938 e alla radio fu trasmesso uno sceneggiato che annunciava lo sbarco dei marziani in una fattoria degli Stati Uniti. Scatenò un’ondata di terrore. Una fake new di solito nasce per scherzo, come un gioco innocente senza malizia o cattiveria. Poi, però, i media e la piazza virtuale rendono difficile da distinguere il limite da non oltrepassare. E’ la soglia del rispetto nei confronti degli altri. Quanti trascorrono molto tempo sui siti web o sui social, soprattutto i giovani, dunque, devono prestare molta attenzione. Di recente, e non solo in Italia, anche la politica ha cominciato a interrogarsi su come arginare le falsità sul web che condizionano le opinioni della gente e fanno dimenticare l’importanza di essere affezionati al valore della verità. E la nostra bufala tirata in ballo, quella in carne e ossa, se potesse parlare forse direbbe: «Mi sento offesa. Già vengo presa in giro perchè non sono proprio leggera come una piuma e adesso ci mancavano le fake news. Non c’entro nulla e sono stata trasformata nel simbolo del falso. Perché non è stato scelto il pesce? In fondo, e non me ne voglia, è a lui che capita più spesso di abboccare».

Classe 3D

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