Campionato di Giornalismo la Nazione

Il gioco? Sviluppa il carattere

NOI ALUNNI della classe I D della «Gentile da Foligno» abbiamo affrontato il tema del gioco in tutte le discipline con la guida dei nostri insegnanti. Il gioco è un’attività fondamentale perché contribuisce al benessere cognitivo, fisico, sociale ed emotivo dei bambini ed ha il fine educativo di far apprendere divertendo. Aiuta i bambini a fare amicizia con i propri stati emotivi, permettendo loro di esprimere il proprio mondo interno e promuove la crescita sana del cervello perché rinforza e crea molte connessioni neuronali che altrimenti scomparirebbero: il gioco è una ginnastica per le cellule del nostro cervello. NEL PROCESSO di apprendimento il gioco ha un ruolo importante perché è lo strumento principale attraverso il quale il bambino esprime la propria identità e sviluppa le proprie capacità cognitive, creative e relazionali. Ha origini antichissime che coincidono con la comparsa dell’uomo sulla Terra; migliaia di anni fa i nostri antenati si divertivano come noi con palle, palline, cordicelle, trottole, birilli, carretti, bambole e soldatini. Per i bambini è un’attività molto seria e può essere paragonata al lavoro che un adulto svolge con passione. In passato il termine latino iocus indicava il passatempo spensierato e il termine ludus la competizione agonistica. Oggi nella lingua italiana il vocabolo gioco ha inglobato entrambi i significati, mentre nella lingua inglese vengono usate due parole distinte: play nel senso di iocus e game nel senso di ludus. TALE è la sua importanza che la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, sancisce quali sono gli obblighi della comunità internazionale nei confronti dell’infanzia e stabilisce il diritto al gioco per tutti i bambini del mondo: «Gli Stati riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica ». Nonostante sia un diritto riconosciuto a livello mondiale, non tutti i bambini del mondo possono giocare. Purtroppo per più di 160 milioni di bambini è un diritto negato in quanto, secondo i dati Ilo (International Labour Organization) del 2017, sono168 milioni i bambini e i giovani che lavorano in tutto il mondo, cioè quasi tre volte la popolazione italiana. Sono condannati a una vita senza gioco e scuola perché vittime dello sfruttamento del lavoro minorile.

Classe 1D

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