Campionato di Giornalismo la Nazione

Studiare o non studiare…

QUANTE VOLTE noi studenti ci siamo posti questo amletico dilemma? E quante volte, molti di noi, sono giunti alla conclusione che forse studiare e svolgere i più difficili esercizi di grammatica e algebra siano fra le attività più crudeli e inutili a cui «l’universo degli adulti»” possa sottoporci? Ogni giorno, nel ruolo di alunni, siamo chiamati ad apprendere regole grammaticali, formule e teoremi di cui ci sfugge l’utilità; a memorizzare date storiche lontane da noi anni luce; a sostenere interrogazioni descrivendo località geografiche che forse non visiteremo mai; impariamo a riconoscere note musicali di cui probabilmente faremo poco uso e mettiamo a dura prova la nostra pazienza per realizzare disegni tecnici che nemmeno gli architetti sono più tenuti a fare, visto che il computer ha sostituito anche in questo la mano umana. Riflettendoci, potremmo concludere che la maggior parte di ciò che impariamo a scuola sia “inutile” e non abbia riscontro nella vita pratica e nel lavoro. Se a qualcuno poi venisse in mente di iscriversi a un Liceo, dove si studiano ancora il Latino e il Greco, non resterebbe che dire la consueta frase: «A che serve studiare lingue morte, oltretutto ostiche e dannatamente difficili? ». LA SOLUZIONE più semplice sognata dagli studenti sarebbe annunciare la chiusura di ogni ordine di scuola e l’abolizione per decreto di ogni forma di studio, come Lucignolo e Pinocchio ebbero modo di sperimentare. Ma sappiamo che le strade facili non sono necessariamente anche giuste, e raramente conducono al bene. LA VERITÀ È un’ altra: la vita intera , compreso il lavoro che ne fa parte, sono una gara ad ostacoli e solo chi è allenato ad affrontare le difficoltà ce la farà ad arrivare al traguardo, anche se ciascuno con i propri tempi di marcia. La scuola costituisce la nostra palestra, dove ogni attività concorre a realizzare un unico e importantissimo scopo: allenare la mente, renderla resistente, elastica, capace di affrontare e superare gli ostacoli che incontreremo durante il percorso, attraverso quel ragionamento logico che solo uno studio costante e approfondito può nel tempo sviluppare. E l’ allenamento, pur piacevole, deve anche essere faticoso anzi, più è faticoso e difficile, e più risulterà efficace. Ecco perché ha senso scegliere quotidianamente di studiare, anche materie che apparentemente non hanno un riscontro pratico e che comportano talvolta sacrificio, pazienza e fatica ma che sviluppano l’attitudine al ragionamento e al senso critico. Infatti, come diceva Gramsci, «lo studio è un mestiere, e molto faticoso». Meditate studenti… meditate!

Classe IIE

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