Campionato di Giornalismo la Nazione

L’Europa delle autonomie

LO SCORSO primo ottobre gli elettori catalani sono stati chiamati alle urne per esprimersi sull’ indipendenza rispetto al governo centrale di Madrid. Il risultato, scontato, ha visto l’affermazione del sì col 90% dei voti espressi da coloro (oltre due milioni) che si sono recati ai seggi fin dalle prime ore del mattino, dove da subito si è respirato un clima teso, con lunghe code, scontri, barricate, proiettili di gomma, finanche alla ribellione della polizia locale. NEI GIORNI immediatamente successivi la tensione si è resa ancor più palpabile, quando centinaia di migliaia di manifestanti si sono riversati nelle strade e nelle piazze per protestare contro gli atteggiamenti repressivi messi in atto dalla polizia spagnola. “I cittadini catalani si sono guadagnati il diritto di vivere in uno Stato indipendente in forma di repubblica” ha affermato il capo della “Generalitat”; per il primo ministro spagnolo invece il referendum è stato “una farsa”, anzi “non è mai esistito”. NELL’INEVITABILE tira e molla sulle proprie legittimità si è arrivati alla fine di ottobre, quando il tutto ha subìto un’accelerazione con la dichiarazione d’indipendenza del parlamento catalano e il decreto di scioglimento dello stesso e l’indizione di nuove elezioni da parte del premier spagnolo. Si è arrivati così al 21 dicembre, quando, nella nuova consultazione, gli indipendentisti hanno ottenuto di nuovo la maggioranza assoluta dei seggi, anche se non quella dei voti. A incertezza si è quindi aggiunta ulteriore incertezza. Quel che emerge da tutto questo è un forte desiderio di autonomia, che si sta diffondendo sempre più in Europa e nel mondo, a fronte di un processo di globalizzazione che sembra rivelare sempre più contraddizioni e ingiustizie. Al di là di ogni giudizio politico i valori essenziali di una comunità e di una nazione, quali la lingua, la cultura, la religione e l’autodeterminazione affermano sempre più il bisogno di riconoscersi in una comunità, nel suo senso di appartenenza, nell’ impegno civile e sociale. ALLA FIN FINE, da quando mondo è mondo, non esiste niente di immutabile: i confini infatti sono sempre stati mutevoli, così come nessuna Costituzione è invariabile proprio perché scritta in un determinato periodo caratterizzato da contingenze storiche; va da sé quindi che i valori e i principi ideologici a cui si ispira sono destinati a mutare per definizione con l’andar del tempo.

Classi 3B - 3C - 3E - 3D

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