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Vaccini? Una certezza

SCOPRIRE CHE NEL 2017 il nostro Paese è entrato nel novero di quelli «a rischio salute» non è proprio edificante. I medici americani hanno infatti messo in guardia, con una nota ufficiale, i cittadini statunitensi in partenza per l’Italia sul pericolo di contrarre il morbillo. Ma perché il morbillo è tornato alla ribalta? Risposta: c’è stato un netto calo delle vaccinazioni. Il dibattito sull’opportunità di vaccinarsi ha assunto toni aspri di polemica tra i favorevoli e i contrari finendo malamente amplificato dai «social» e deragliando dal binario del buon senso. Noi, per non incorrere in equivoci, ci siamo rivolti alla dottoressa Maria Teresa Maurello, responsabile del Servizio di igiene e sanità pubblica di Arezzo e di tutta l’Azienda Toscana Sud-Est. Dottoressa, è vero che il morbillo sta tornando? «Purtroppo sì. C’è un’epidemia a livello europeo, italiano, e anche toscano. Il morbillo è la patologia più contagiosa per via aerea e può provocare complicazioni serie, febbre con convulsioni, encefalite. Nei primi quattro mesi ci sono stati in Italia oltre 1700 casi, per l’88 % persone non vaccinate». Qual è la differenza tra vaccini obbligatori e facoltativi? «Occorre precisare che i vaccini non sono facoltativi, ma raccomandati. La sfumatura è determinante. L’obbligo riguarda solo quattro malattie: poliomielite, difterite, tetano ed epatite B. Dal punto di vista però dell’opportunità di vaccinarsi non c’è alcuna differenza tra obbligatori e raccomandati. L’antimeningococco è solo raccomandato, ma tutti conosciamo gli effetti della meningite. La Regione Toscana, per combattere il meningococco “C” ha infatti introdotto l’offerta vaccinale gratuita per tutti i nati dopo il 1 gennaio 2014». Perché si sta assistendo al dilagare del fenomeno del “No vax”? «Molte malattie, grazie alle vaccinazioni, sono quasi scomparse e di conseguenza è calato il livello di percezione del pericolo. Se le persone però non si vaccinano le malattie trovano una popolazione più vulnerabile e si diffondono di nuovo. Non vengono bloccate dalla cosiddetta immunità di gregge». Cos’è l’immunità di gregge? «Significa che se in una comunità noi vacciniamo il 95% dei soggetti, di questa copertura beneficerà anche il 5% non vaccinato perché l’agente infettivo non trova sufficiente popolazione nella quale poter circolare». Esiste una relazione tra alcuni tipi di vaccino ed autismo? «No. Si sta pericolosamente diffondendo un credo antiscientifico. La correlazione non è scientificamente dimostrata. Di contro è scientificamente appurato che un vaccino può salvare la vita. E questo è il più alto sinonimo di civiltà».

Classe 2D

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