Campionato di Giornalismo la Nazione

La musica in versi

NELLE STANZE dell’Accademia di Stoccolma un fragore ha accompagnato l’assegnazione del premio Nobel per la letteratura a Bob Dylan, È la prima volta che un cantautore vince il premio Nobel; un’onorificenza che viene attribuita dal 1901 a uomini che si distinguono per i loro meriti a beneficio dell’umanità, in vari ambiti, tra i quali quello letterario. Dylan, inventore del folk-rock, ha scritto testi che colpiscono nel profondo anche noi giovani, perché affrontano problemi di lotta sociale per i diritti civili, come: “Don’t think twice it’s all right”, “Masters of war” e “Blowin in the wind”. Il cantautore, per aver creato nuove espressioni poetiche all’interno della tradizione della canzone americana e per la forza con cui denuncia l’ingiustizia sociale, entra a pieno titolo nella letteratura moderna. La lode conferitagli, però, ha suscitato contrasti tra i letterati contemporanei: chi è contrario sostiene che non crea poesia ma solo canzoni; mentre, un pubblico più aperto e meno tradizionalista, approva tale vittoria e ne riconosce il valore letterario. Questo è uno dei motivi per cui il cantante ha deciso di non ritirare il premio e con una lettera alla commissione svedese ha giustificato la sua assenza, ringraziato i membri dell’Accademia e gli ospiti illustri presenti quella sera per l’assegnazione. Eppure, tra poesia e musica l’intreccio è sempre stato strettissimo. Infatti, nell’antica Grecia, poeti come il grande Omero, accompagnandosi con uno strumento musicale, cantavano miti e poemi, che ci tramandano valori assoluti come: l’amore, l’amicizia, la solidarietà, la libertà; nel medioevo ricordiamo i trovatori e i trovieri come poeti- musicisti. In epoca contemporanea invece possiamo citare cantautori come De André, Guccini e De Gregori i cui testi, intensi e profondi, sono un insegnamento morale e pura poesia. Tra quest’ultimi poniamo la nostra attenzione sull’artista Roberto Vecchioni, che abbiamo conosciuto grazie ad una delle sue più celebri canzoni: “Sogna ragazzo sogna”, che la nostra scuola ha presentato in occasione di uno spettacolo sul tema della memoria. Per noi ha avuto una grande importanza sperimentare la profondità di alcune canzoni, che per la forza e il ritmo delle parole scritte e musicate ci incitano a non mollare, a seguire i nostri sogni e ad essere protagonisti della nostra vita. E’ stato proprio entusiasmante scoprire che la musica può avvicinarci alla ricchezza della poesia e della letteratura. Ecco perché anche per noi, giovani studenti, ha valore il Nobel assegnato a Bob Dylan e diventa significativo il monito di Vecchioni, da noi intervistato: “Ti ho lasciato un foglio sulla scrivania manca solo un verso a quella poesia puoi finirla tu”.

Classe 3D - tutor: Sabrina Corsino, Fabiana Ricci, Anna Russo

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