Campionato di Giornalismo la Nazione

Alla scoperta del castello

IL 10 APRILE noi studenti della I A siamo andati a visitare il Castello di Poppi e la Biblioteca antica Rilli Vettori ad esso annessa, uno dei monumenti più importanti del Casentino che accoglie ogni anno quasi 40000 visitatori. Com’è nata l’idea? Da una semplice lezione di storia dedicata agli amanuensi e all’incastellamento. Al castello si arriva dopo una breve salita che si apre su un ampio spazio verde, il ‘Pratello’ che in origine era il luogo dove si svolgevano i tornei tra cavalieri. Siamo stati accolti da Alessia Busi che da anni si occupa della Biblioteca la nostra guida nel tour alla scoperta di questo splendido edificio, Biblioteca Rilliana compresa, che vediamo tutti i giorni semplicemente affacciandoci alla finestra o quando torniamo a casa da scuola. Dentro all’edificio ci siamo divisi in due gruppi: il primo è stato accompagnato da Alessia alla scoperta della Biblioteca, l’altro ha visitato il castello curiosando in ogni suo angolo e ascoltando attentamente le audio guide. Alessia ci ha portato a visitare come prima cosa la grande Biblioteca Rilliana chiamata così perché fondata dal conte Fabrizio Rilli Orsini che nel 1825 donò alla comunità di Poppi il suo patrimonio librario. La biblioteca si ampliò poi nel 1866 quando si aggiunsero anche i volumi dell’Eremo di Camaldoli e quelli dei Frati Cappuccini di Poppi. Oggi la Biblioteca è suddivisa in una sezione storica e una sezione moderna. La prima costituisce il nucleo principale con circa 25.000 volumi, 600 incunaboli e 800 manoscritti di cui 150 risalenti al periodo medievale e rinascimentale. La parte moderna contiene, ovviamente, solo materiale del XX secolo ed è costituito da ben oltre 36.000 volumi. Nella stanza più nascosta della biblioteca, Alessia ci ha mostrato il più grande manoscritto qui custodito, detto ‘Corale’. Questo enorme libro contiene delle piccole miniature in oro e rappresenta un grande patrimonio per il Casentino. Come ogni Castello che si rispetti non poteva mancare la leggenda… paurosa! Si narra infatti che vi abitasse la contessa Matelda, moglie di uno dei Conti Guidi, che era solita intrattenersi con i giovani del paese per poi ucciderli. Un giorno gli abitanti del villaggio, però, passarono all’azione! Murarono viva Matelda in una torre soprannominata ancora oggi ‘Torre dei Diavoli’. Molte persone dicono ancora oggi di sentire la voce di Matelda provenire dal Castello. Insomma, ambiente davvero suggestivo, patrimonio culturale inestimabile, secondo noi vale la pena visitare questo sito del Casentino, si respira per qualche ora l’aria del passato che deve avere però sapore di presente e soprattutto di futuro.

Classe 1A

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