Campionato di Giornalismo la Nazione

Cyberbulli, rischi alle medie

A SCUOLA si parla sempre di più di cyberbullismo, perché è un problema che si presenta sempre più spesso. Per approfondire questo tema spinoso abbiamo rivolto alcune domande all’ ingegnere Gianluca Massettini, funzionario tecnico in forza al compartimento della polizia postale e delle comunicazioni «Toscana« di Firenze. Quante segnalazioni di cyberbullismo ricevete in Toscana? Si tratta di un fenomeno in crescita? «La polizia postale svolge una efficace azione repressiva e di contrasto al fenomeno del cyberbullismo ricevendo segnalazioni che in taluni casi configurano dei veri e propri reati. Tuttavia il numero di denunce e querele che riceviamo nei nostri uffici non descrive che in minima parte l’entità del fenomeno che invece si manifesta con episodi sempre più diffusi e quotidiani». Che tipo di violenze vengono commesse più di frequente? «Le fattispecie di reato legate al cyberbullismo sono la violazione della privacy, la sostituzione di persona, la diffamazione, l’interferenza illecita nella vita privata, le molestie, le minacce, lo stalking fino all’istigazione al suicidio. Si sottolinea inoltre che l’adozione di comportamenti a rischio quando si è online come il sexting (scambio di foto e video a carattere sessuale nelle chat o social network), specie tra minori, facilitano ancora di più il verificarsi delle violazioni sopra elencate». Qual è l’età delle persone coinvolte? «Spesso c’è un forte coinvolgimento di soggetti minorenni, e statisticamente l’età più critica è quella dei ragazzi che frequentano la seconda media fino al biennio delle scuole superiori, ma si verificano anche episodi di cyberbullismo che vedono coinvolti soggetti con età inferiore». Come ci si deve comportare se si è vittima di cyberbullismo? E se invece si assiste ad un episodio senza esserne vittima? «Il consiglio più importante è quello di chiedere aiuto, parlando con un adulto di riferimento, un genitore, un fratello o sorella maggiore, un insegnante, un rappresentante delle forze dell’ordine, riferendo quello che gli sta succedendo e denunciando alle autorità preposte le persecuzioni subite. Un ruolo fondamentale in queste situazioni lo svolgono i cosiddetti spettatori, che anziché essere «maggioranza silenziosa », possono contribuire con coraggio e alto senso civico a dare sostegno alle vittime con la loro testimonianza, la loro vicinanza e dunque creare un clima di isolamento intorno ai bulli. Segnalo infine il sito e il profilo Facebook Una vita da social, quale strumento online informativo della polizia postale e delle comunicazioni, per l’approfondimento di tali tematiche ».

Classi 2B, 3A, 3B

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