Campionato di Giornalismo la Nazione

“Tra queste due lingue”

A PRATO da anni vive una grandissima comunità cinese e, di conseguenza, moltissimi sono gli studenti cinesi, ragazzi come noi che però vivono a metà tra due culture profondamente diverse. Abbiamo chiesto ai nostri compagni come si vive «sul ponte» che collega il mondo della Cina e quello dell’Italia. Racconta Stella: «Io sono cinese e vivo in Italia da 6 anni e mi sento orgogliosa ma anche incapace. Orgogliosa perché so parlare bene due lingue, incapace perché non so niente della cultura cinese. Io mi sento a casa in Italia perché qui ho la mia famiglia, la mia scuola ed i miei amici. E’ quando torno in Cina che mi sento straniera perché là tutto mi è sconosciuto, tranne i miei nonni e gli altri familiari. Sono molto contenta di vivere qui in Italia, ma vorrei conoscere di più». «Secondo me poter stare a cavallo tra due culture è una ricchezza per tutti i cinesi che sanno parlare l’italiano perché così possono imparare tante più cose - replica Gioia - nascere qui ed avere i genitori che parlano italiano aiuta tantissimo perché imparare una seconda lingua nel corso della vita è più difficile. Io in Cina vado solo per incontrare i miei bisnonni e non mi piace molto starci anche se ci sono molte cose belle da vedere». «Vivere in due culture totalmente diverse non è difficile - sottolinea invece Susanna - difficile è studiare queste due culture insieme e contemporaneamente. Dobbiamo impegnarci tanto e lavorare più degli altri. Questo ci permette di imparare più cose ma non abbiamo mai il tempo per riposarci. Per me è importante la cultura italiana ma lo è anche quella del paese da cui provengo io». Aggiunge Giuseppe: «A volte penso che per noi bambini cinesi (tutto questo, ndr) sia ingiusto, non abbiamo mai tanto tempo per riposarci». Diversa la storia di Matteo: «Io ho imparato prima il cinese, dai miei genitori e poi l’italiano, dalle mie sorelle. Penso e scrivo in italiano, raramente penso in cinese e questo mi fa sentire strano, diverso dai miei compagni cinesi che a volte mi prendono pure in giro perché parlo più in italiano». «La mia madrelingua è l’italiano non il cinese - racconta Serena - a casa parlo italiano con mia madre che vive qui da 25 anni e con il resto della famiglia, guardo la tv italiana, leggo libri in italiano. Quando vado alla scuola di cinese non capisco niente e faccio molta fatica. Certe volte mi sento una italiana con l’aspetto di una cinese che è stata adottata da cinesi e che, per questo, deve imparare il cinese». «Per me invece vivere qui è molto diverso che vivere in Cina - risponde Luciana - perché quando esco da casa mia ho sempre paura che si rida di me perché sono cinese. Odio sentirmi così…è come udire continuamente ‘un rumore’ accanto all’orecchio…».

Classe 2B

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