Campionato di Giornalismo la Nazione

Se “saprei” scrivere bene

«E’ CHIARO ORMAI da molti anni che alla fine del percorso scolastico troppi ragazzi scrivono male in italiano, leggono poco e faticano a esprimersi oralmente. Da tempo i docenti universitari denunciano le carenze linguistiche dei loro studenti (grammatica, sintassi, lessico), con errori appena tollerabili in terza elementare ». Queste sono parole contenute nella lettera «contro il declino dell’italiano a scuola» che 600 docenti universitari hanno scritto recentemente al presidente del Consiglio, alla ministra dell’Istruzione e al Parlamento italiano. Le critiche sono rivolte soprattutto al mondo della scuola primaria e, per risolvere il problema, i professori che hanno firmato la lettera propongono di puntare sul dettato ortografico, i riassunti, la comprensione dei testi e l’analisi grammaticale. La lettera ha scatenato molto dibattito in rete. È stata data la responsabilità agli insegnanti, poco severi e poco aggiornati. Poi ai giovani, disinteressati alla vita scolastica e che non studiano abbastanza. E’ STATA DATA la colpa all’uso dei telefonini, perché nei messaggi e in chat i ragazzi scrivono usando abbreviazioni, emoticon, onomatopee e parole inventate, senza dare importanza all’ortografia e alle regole, e poi usano lo stesso stile nei temi e nelle verifiche. Più in generale, qualcuno ha dichiarato che la scuola si trova in sempre maggiori difficoltà, senza una riforma adeguata. IL PROBLEMA C’E’ ed è sicuramente complesso. Lo confermano anche i dati dell’ultima ricerca Ocse-Pisa, che serve a valutare il livello di istruzione dei ragazzi dei paesi industralizzati e che dimostra che i quindicenni italiani studiano molto ma non raggiungono risultati soddisfacenti: il 23,4% non possiede le nozioni di base e i problemi più gravi sono proprio in italiano. Alcuni esperti sostengono che a scuola, sia alla primaria che alla secondaria di primo grado, si studia tanta grammatica e che forse è importante dare spazio anche a nuovi metodi. È difficile inserirsi in questo dibattito fatto dagli adulti, anche se noi ne siamo protagonisti. Sappiamo però che sempre più scuole propongono gare di lettura, interventi per prevenire la dispersione scolastica basati su lettura e percorsi narrativi, incontri con autori, circoli di lettura, laboratori di scrittura e campionati di giornalismo. Sono metodi innovativi e fanno contenti sia gli insegnanti che i ragazzi. Leggendo e scrivendo, infatti, ci si esercita e si imparano la lingua e la grammatica, insomma è una questione di allenamento: più si scrive e più si migliora. L’importante, però, è farlo sin da piccoli, perché è difficile recuperare quando si è diventati adulti.

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