Campionato di Giornalismo la Nazione

Catena di terrore

TUTTI, oggi, sentiamo parlare di terrorismo, una parola della quale fino a poco tempo fa noi classe 2003 non conoscevamo il significato. Secondo il Codice degli Stati Uniti, il terrorismo “è l’uso illecito della forza e della violenza contro persone o beni, al fine di intimidire od influenzare i governi o la popolazione civile”.Il terrorismo ha lo scopo generale di dire che la nostra vita non va bene e che dobbiamo vivere come pretendono i terroristi. Questa parola rimbomba nei telegiornali sempre di più dal 2001, anno in cui l’11 settembre sono state abbattute le torri gemelle di New York ed è stato solo il primo attacco ad una potenza fortissima e ricca, forse la più ricca di tutto il mondo e anche la più forte in campo militare. Il mondo intero rimase sconvolto da questo evento straordinario. Da quel giorno è stato un susseguirsi di attentati e di stragi: Parigi, Berlino, Bruxelles, Nizza, Londra… Purtroppo il clima di paura genera intolleranza verso persone di cultura islamica, perché negli ultimi tempi questi attentati vengono fatti in nome di Allah e di una religione che sicuramente non predica morte e violenza. I Paesi occidentali presi di mira dai terroristi cercano misure di protezione per salvaguardare le persone, ma non è sempre possibile riuscirci. Ne abbiamo parlato a scuola con i nostri insegnanti e a casa con le nostre famiglie ma ancora non abbiamo compreso bene perché accadono tutti questi attentati: disaccordi politici e religiosi tra i popoli? In realtà sospettiamo che ci sia molto di più. Sappiamo per certo che questa parola influenza la nostra esistenza: cerchiamo sempre di evitare i posti affollati, concerti, raduni, anche per i viaggi preferiamo le mete fuori d’Europa e poco probabili come destinazioni di attacchi terroristici. INSOMMA, viviamo la nostra quotidianità cercando di non pensarci, ma la paura è sempre presente. Vorremmo ritornare piccoli, quando non conoscevamo né l’esistenza né il significato della parola terrorismo, quando non eravamo ancora in grado di comprendere quello che riportavano i giornali e le trasmissioni televisive e tutto il mondo intorno a noi ci sembrava felice e noi ci sentivamo sempre sereni e protetti, ma non si può. Adesso capiamo che dobbiamo far qualcosa per interrompere questa catena di terrore, di violenza, di intolleranza, perché la felicità è un nostro diritto e tutti noi possiamo convivere nel rispetto di altre culture e religioni. La diversità non deve farci paura, ma aiutarci ad essere migliori.

Classi 3B, 3C, 3E, 3H

PER LEGGERE LA PAGINA CLICCA QUI