Campionato di Giornalismo la Nazione

Una necropoli in “giardino”

FORSE non tutti sanno che la nostra scuola ha un “vicino” molto antico: una necropoli preromana di Liguri Apuani. Essa sorge ai piedi della collina di Costa Celle lungo la sponda del fiume Magra, poco lontana dal luogo in cui venne fondata la colonia romana di Luni. E’ stata casualmente scoperta in seguito agli scavi effettuati nel corso degli anni ‘70 che avrebbero portato alla costruzione della palestra della nostra scuola che attualmente ha nel suo “giardino” la necropoli, come era solito definirla il preside Fini. Il sito archeologico è un’area cimiteriale, in cui sono state trovate 54 tombe costituite da cassette litiche realizzate con lastre di pietra tipica della zona, che custodiscono le urne con i resti ed i corredi funerari salvatisi perchè coperti dalla frana. Ogni struttura, che poteva accogliere anche più sepolture accomunate da vincoli di parentela, veniva protetta da un cumulo di pietre con la funzione di segnacolo. Le analisi dei frammenti delle ossa custoditi nei cinerari hanno reso possibile l’identificazione del sesso dell’individuo ma anche le patologie, le malattie e la causa della morte. Sono stati ritrovati ottanta individui tra cui 34 femmine, 27 maschi, 6 bambini e altri quindici non identificabili. Particolari sono i corredi, l’insieme di alcuni oggetti appartenenti ai defunti. I corredi femminili erano composti da gioielli, spille d’argento e bronzo, perline di collana in vetro, orecchini d’oro, anelli, utensili legati alla vita quotidiana, tra cui le fusaiole, simbolo della filatura della lana; invece, i corredi maschili erano costituiti dagli elementi tipici della panoplia: lance, spade arrotolate, elmi ed oggetti legati all’abbigliamento del guerriero. Secondo un’usanza tipica dei Celti, le spade venivano arrotolate, ossia simbolicamente private della vita, come il loro proprietario; forgiate a caldo e decorate con “draghi” affrontati, venivano commerciate nell’emporio di Ameglia e acquistate dai mercenari. Inoltre sono rinvenute anche coppe e bicchieri, spesso realizzate a mano. Alcuni di questi reperti sono visibili nel Museo di San Giorgio a Spezia oppure a Luni; altri, invece, sono purtroppo andati distrutti col passare degli anni. Oggi questo sito rappresenta l’impronta storica di un popolo di cui abbiamo testimonianza soprattutto nelle fonti storiche - non del tutto attendibili - dei Romani, i nemici per i quali i Liguri, descritti come rozzi, bellicosi e selvaggi, erano una “spina nel fianco”. Dopo la conquista romana, molti furono deportati nel Sannio e il sito fu abbandonato.

Classe 3A

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