Campionato di Giornalismo la Nazione

Il teatro raccontato da un attore

FRANCESCO ARCA, attore senese, esordisce in televisione ma l’ambizione di recitare lo porta a Roma dove comincia a studiare recitazione e dizione. Ha lavorato con i registi Ferzan Ozpeteck e Gabriele Paoli. L’argomento che affronteremo con lui riguarda la sua esperienza di attore, come l’ha vissuta, come la vive e soprattutto cosa ci consiglierebbe per appassionarci al mondo del teatro. Quando hai iniziato a fare teatro? «Il primo spettacolo risale al 2009, teatro la Cometa a Roma: pièce teatrale “Bum Bum Liberi Tutti” tratta dalla commedia “Festa di compleanno per il caro amico Harold”, un film degli anni settanta diretto da W.Friedkin, sulla ghettizzazione del popolo omosessuale». La prima volta che sei salito sul palco che sensazioni hai provato? «Terrore, terrore di iniziare: quando inizi poi ti lasci completamente andare e sei immerso in quello che stai facendo; la sensazione più bella a fine spettacolo è quando aspetti l’applauso del pubblico e i saluti perché sono una sacralità del teatro, è bellissimo vedere tutte le persone davanti a te che ti guardano e ti applaudono». Di che età è il pubblico? «Il pubblico sfortunatamente, anche a causa dei testi che riproduciamo in teatro è sempre di adulti. I giovani sono pochissimi. Bisognerebbe avvicinarli con testi comprensibili anche per loro». Perché secondo te i ragazzi non frequentano il teatro? «Non lo frequentano perché non ci sono testi adatti. Bisognerebbe sensibilizzare le scuole a fare un’ora di teatro a settimana all’interno dell’ orario scolastico al fine di dare spessore a livello culturale alla scuola stessa. A Roma stanno introducendo un’ora in più di teatro durante l’orario scolastico al posto di una materia facoltativa». Cosa consigli ai giovani per appassionarsi del teatro? «Il teatro piace o non piace. Ci sono attori che non guardano il teatro, non ci vanno e non vogliono farlo forse per paura perché per farlo bisogna essere veramente preparati. O sei veramente preparato o sei incosciente. Io sono stato incosciente, non ero preparato per fare teatro ma ho avuto l’incoscienza di iniziarlo e adesso che ho cominciato a capire com’è questo lavoro mi spaventa molto di più farlo. Il mio consiglio è di non forzare le persone ad andare a teatro ma dare loro l’opportunità di farlo». Quando avevi la nostra età andavi a teatro? «No, non ci andavo, ho iniziato quando ho cominciato a lavorare, a 27 anni. Quando ero piccolo, qua a Siena non lo frequentavo: la mia giovinezza erano gli amici, lo sport, tutto ciò che un ragazzino fa alla sua età senza teatro. Tornassi indietro però non mi perderei la possibilità di avvicinarmici».

Classe 3A - tutor: Lucia Ferri

PER LEGGERE LA PAGINA CLICCA QUI