Campionato di Giornalismo la Nazione

Giovani e videogiochi

CI SIAMO posti varie domande riguardo al mondo dei videogiochi dei quali molti di noi sono fruitori. Il primo quesito è cosa spinga i giovani a passare il tempo libero davanti ad uno schermo. Questo argomento ci coinvolge molto, perché da un problema apparentemente insignificante si può giungere ad un vero e proprio “isolamento sociale”. Pensiamo che la maggior parte dei ragazzi trascorra gran parte del tempo libero a giocare ai videogames perché lo ritiene un modo per uscire dagli schemi e fare qualcosa che, nella vita di tutti i giorni, non potrebbe realizzare. A VOLTE questi si immedesimano così tanto nel mondo virtuale che proseguono nel gioco pur di scoprire fino in fondo la storia dei loro “eroi”, poterne controllare i comportamenti, e infine sentirsi protagonisti, senza troppo sforzo, di quel piccolo mondo. In certi casi si arriva ad una dipendenza dal gioco, dovuta talvolta anche a problemi personali o a complicate situazioni familiari. Nel peggiore dei casi il giovane potrebbe preferire alla vita reale quella virtuale che gli permette di allontanarsi dalle sue difficoltà, ma lo rende di fatto del tutto dipendente da quel mondo. In Italia il 22,7 per cento dei ragazzi passa almeno tre ore al giorno davanti ad uno schermo, mentre il 38 per cento supera questa soglia. Purtroppo in coloro che giocano più di cinque ore si verifica un sovraccarico di informazioni che li rende incapaci di elaborare e gestire le azioni che avverranno dopo avere giocato. COSA fare allora per prevenire la videodipendenza? Prima di tutto i genitori dovranno far seguire ai figli delle regole, diminuire le ore di gioco, mantenere la supervisione di un adulto e vietare videogiochi violenti che potrebbero accrescere l’aggressività; a tale proposito alcuni psicologi sostengono che non esiste per forza un legame fra videogiochi violenti ed atti della stessa natura, almeno che l’individuo non vi sia già predisposto. SECONDO noi comunque non ha alcun senso porre nelle nostre mani giochi apertamente diseducativi e che, pur facendo sicuramente leva sulle valvole di sfogo dell’individuo, non contribuiscono alla corretta costruzione della persona, né insegnano a rispettare gli altri. Tanti sport apparentemente violenti invece, presentano il rispetto delle regole e dell’avversario. Purtroppo il controllo parentale a volte è insufficiente, dato che i genitori per accontentare i desideri dei figli, si lasciano convincere ad acquistare giochi violenti, anche se sulla confezione è ben riportata l’età a cui essi sono sconsigliati, o addirittura vietati.

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