Campionato di Giornalismo la Nazione

Tutti uniti per la legalità

IL GIORNO 24 marzo in occasione della Giornata della Legalità abbiamo ospitato nella nostra scuola l’imprenditore Domenico Luppino, presidente della Cooperativa «Giovani in vita» ed ex-sindaco di Sinopoli, un paesino alle porte di Reggio Calabria. Dopo essersi presentato ci ha raccontato parte della sua vita: ha subìto molte intimidazione da parte della ‘Ndrangheta, a partire dall’età di 5 anni. Da adulto una volta diventato sindaco non ha obbedito agli ordini della criminalità e perciò quest’ultima gli ha bruciato molti olivi e fatto esplodere la tomba del padre. È stato costretto a trasferire la famiglia a Firenze e a vivere sotto scorta. Ha fondato l’associazione «Giovani in Vita», che coltiva i terreni confiscati alla Mafia calabrese, attirandosi così ulteriori antipatie da parte della criminalità organizzata. Nel corso dell’incontro gli studenti della nostra scuola hanno iniziato a porgli le loro domande, cercando di sapere come sia vivere costantemente sotto scorta e come possa la ‘Ndrangheta avere così tanti affiliati. Lui ha spiegato che ormai i carabinieri, che compongono la sua scorta, sono diventati suoi amici e che è normale cercare di non avere comportamenti che possano metterli in pericolo. Inoltre ha ricordato che non bisogna abbassare la guardia, nemmeno qui in Toscana, a mille chilometri di distanza dalla Calabria, perché l’indifferenza è peggiore della paura. Un incontro intenso che si è concluso con un piccolo regalo: un olivo, simbolo delle due regioni, come segno di vicinanza e di speranza per il futuro. MA QUESTO non è stato l’unico evento dedicato alla promozione della legalità da parte della nostra scuola. Come tutti gli anni infatti le classi terze della nostra scuola hanno partecipato al concorso per la legalità promosso dall’Associazione ’«Giovanni e Francesca Falcone’ », in ricordo delle vittime delle stragi di Capaci e Via d’Amelio. I nostri compagni hanno avuto l’idea, insieme agli insegnanti, di organizzarsi per realizzare un flash mob, cioè una manifestazione contro la mafia, aggiungendoci una coreografia che prevedeva anche qualche frase e una colonna sonora, inventata per l’occasione da due alunni. Il video è stato girato in una piazza di Terricciola ed è poi stato montato da un professionista mentre la sceneggiatura è stata inventata dai ragazzi e dalle ragazze delle due terze. La coreografia prevedeva di danzare con una busta bianca sul volto, a simboleggiare le persone che si nascondono dalla mafia, e una maglietta che hanno realizzato in classe, con il simbolo di una mano colorata. Alla fine del video si sono tolti la busta che avevano in faccia gridando la frase più significativa: «Per la legalità mettiamoci la faccia»’. Non ci resta che augurare ai nostri compagni un grande «In bocca al lupo!».

Classe 2C - tutor: Simone Maioli

PER LEGGERE LA PAGINA CLICCA QUI