Campionato di Giornalismo la Nazione

Pranzo fuori, no problem?

IN ITALIA ormai sono in crescita le persone che, per scelta o per bisogno, necessitano di alimenti particolari. Secondo il rapporto Eurispes 2016, vegetariani e vegani rappresentano l’8% della popolazione e i celiaci il 15%, in aumento dal 2012. Quanto è difficile, a Prato, per queste persone, improvvisare un pranzo fuori? Abbiamo fatto un piccolo sondaggio, sia tra i nostri conoscenti che vivono questa situazione, che nei bar, per farci un’idea dell’offerta. Intervistando i baristi del nostro quartiere e del centro storico, è innanzitutto emerso che i prodotti per celiaci e vegani costano di più degli altri, e che il numero delle persone che li richiedono sta aumentando. In generale i bar sono muniti di prodotti adeguati. Su 25 esercizi visitati da noi, tutti offrono piatti senza carne (insalate, panini, pasta), 4 anche preparazioni fresche senza glutine (panini, schiacciatine), 7 hanno biscotti, merendine confezionate o gelati per celiaci, altrettanti hanno nel menù i cornetti vegani. Se la domanda di gluten free è aumentata notevolmente rispetto agli anni passati, per adeguare l’offerta, però, sarebbe necessario disporre di personale preparato e di uno spazio apposito in cucina: infatti, gli alimenti per i celiaci devono essere preparati al riparo dalle contaminazioni con gli altri cibi e solo i locali che possono garantire sicurezza ottengono la certificazione dell’Associazione Italiana Celiachia (A.I.C.). Per questo, come ci ha ricordato il nostro amico Andrea, celiaco, mangiare fuori significa in genere “cercare dei ristoranti o dei bar specializzati”, anche per evitare la “difficoltà di vedere gli altri mangiare cose diverse dalle proprie”. Per fortuna, come ci ha detto Matilde, celiaca, questi locali in Italia non sono così scarsi come all’estero: in Francia e in Croazia lei ha avuto serie difficoltà; a Prato, si può mangiare senza glutine in una decina di pizzerie. Allo stesso tempo, però, «negli autogrill, nelle scuole, perfino nei bar e nei distributori automatici degli ospedali spesso non si trova altro che un pacchetto di patatine». Sicuramente i vegetariani incontrano meno difficoltà, almeno oggi, mentre qualche anno fa, ci ricorda la vegetariana Chiara, «era impossibile trovare in un bar qualcosa che non contenesse carne»; se in molti bar sembra diventata “una moda”, secondo Gabriele, che la carne non la mangia da undici anni, offrire la colazione vegana, «è pur vero che a un vegetariano non è data molta possibilità di scelta, oltre al pomodoro e mozzarella ». Figuriamoci a un vegano, che esclude dalla dieta anche i latticini. Eppure, la percentuale di vegani sale di anno in anno.

Classe 2B

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