Campionato di Giornalismo la Nazione

In & out del digitale oggi

UNA PRESENZA costante nella nostra vita? Un “amico” che non ci lascia mai (o quasi)? Un oggetto senza il quale ormai ci sentiamo persi: il cellulare. Oggi questo strumento fa parte integrante del nostro vivere comune. Per strada, a casa, nei pub e nei ristoranti e persino in macchina, il cellulare è sempre lì, acceso, pronto a ricevere i messaggi di amici e parenti: poi se invece di andare a destra, andiamo a sinistra, pazienza! In palestra il cellulare è sempre accanto a noi: dieci addominali e uno sguardo ai messaggi, quindici flessioni e un altro sguardo al nostro profilo social. E poi c’è la foto “prima e dopo la cura”! Anche al bagno, dove un tempo si leggeva Topolino, o in mancanza di meglio, gli ingredienti dello shampoo, adesso portiamo il cellulare e se fino all’altro ieri ci salvavamo sotto la doccia… oggi no! C’è persino la cover plastificata che ti permette di chattare anche lì. Il cellulare del resto, proprio come il PC, è soprattutto un mezzo per essere sempre in contatto, attraverso web e social network. Un lato positivo sta nel fatto di poter coltivare più facilmente anche i rapporti a distanza: una delle nostre nonne è diventata esperta di Facebook prima di noi, perché ha capito di poter più facilmente comunicare con i nipoti lontani attraverso di esso. È PARTITA così e adesso impazza: posta ogni piatto che cucina, ogni foto di famiglia che scatta, da un momento all’altro ci aspettiamo di vederla annoverata tra i più attivi blogger del web. Certamente l’uso del digitale ci facilita la vita, ma può anche complicarcela: rischi di raggiri e furto di identità, invasione della privacy, dipendenza da realtà virtuale, astinenza da copertura di rete (nomofobia), ossessione da “like”. Il numero dei follower sui social diventa spesso un indice di gradimento della nostra personalità: eppure quante volte dal vivo i nostri amici virtuali ci saluterebbero davvero o si ricorderebbero il nostro compleanno? Forse dovremmo ripensare alla differenza tra la vita reale e quella virtuale. Tutte le generazioni oggi sono esposte ai pericoli della rete e ancor più sembrano esserlo gli adulti, che non sono “nativi digitali” come noi e che per questo avrebbero bisogno di una “guida all’uso” consapevole e corretto di questi strumenti. LA SOLUZIONE non è rinunciare al digitale, ma utilizzarlo nella giusta misura e per il giusto fine, senza eccessi e con la testa sulle spalle. Staccare il cellulare e spegnere il PC per almeno alcune ore al giorno sarà una cura, perché l’opportunità dell’esser sempre connessi, non diventi al contrario una “gabbia” senza via di fuga.

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