Campionato di Giornalismo la Nazione

Eroi del nostro tempo

EROI del nostro tempo alla Raffaello Ciò che conta non è fare molto ma mettere amore in ciò che si fa Quest’anno nell’ambito del Progetto legalità abbiamo incontrato alcune Persone, con la P maiuscola, che noi consideriamo «Eroi». Tra gli altri, due incontri ci hanno maggiormente impressionato: quello con il dottor Pietro Bartolo, che lavora come medico al poliambulatorio di Lampedusa, e quello con alcuni membri dell’Associazione «We love Apodg» acronimo che sta per «assistenza pediatrica oncologica domiciliare gratuita». «Spesso mi chiedono come mai il popolo di Lampedusa in tutti questi anni abbia accolto, salvato e curato centinaia di migliaia di immigrati senza mai stancarsi né protestare – ci ha raccontato il dottor Pietro Bartolo - Io rispondo: i lampedusani sono un popolo di pescatori, un popolo di mare, e per questo tipo di persone tutto ciò che proviene dal mare è benvenuto». Con queste parole il dottor Bartolo ha spiegato il senso del suo lavoro a Lampedusa. Lo abbiamo incontrato a scuola il 14 Dicembre scorso, accompagnato dalla Fondazione Kennedy con la quale la nostra scuola collabora da anni. Il dottore è piuttosto conosciuto da quando è apparso come ospite in diverse trasmissioni televisiva dopo aver preso parte al film documentario Fuocoammare di Gianfranco Rosi, che nel febbraio 2016 ha vinto l’Orso d’oro al Festival di Berlino e ha ottenuto anche una candidatura agli Oscar 2017. Inoltre ha scritto anche un libro: «Lacrime di sale - La mia storia quotidiana di medico di Lampedusa fra dolore e speranza». DURANTE l’incontro ci ha fatto capire con parole semplici, con un’ evidente commozione e con l’apporto di immagini toccanti che hanno scosso molti di noi, in che modo ed in quali condizioni lui ed i suoi collaboratori accolgono coloro che sono costretti a fuggire dalla propria terra, dalla propria casa, dai propri affetti per raggiungere luoghi sconosciuti dove poter almeno sopravvivere. Per questo il dottor Bartolo auspica che ogni uomo sulla terra arrivi a considerare lo straniero come un fratello, un amico o addirittura come se stesso. Sarebbe tutta un’altra accoglienza. Nell’altro appuntamento, il 23 febbraio, invece ci siamo emozionati insieme ai nostri genitori incontrando i volontari dell’Associazione We love Apodg che ha come obiettivo creare un team specializzato di infermieri, psicologi, animatori che possano fornire assistenza domiciliare gratuita. L’incontro con queste Persone: ragazzi che giocano a calcio con il logo dell’Associazione, la maestra che offre la sua prestazione volontaria, i genitori, ci ha coinvolti in un Mondo che alcuni di noi non conoscevano e ci ha resi fieri di contribuire, divertendoci e stando insieme, a sollevare in qualche modo le famiglie che devono affrontare alcuni problemi.

Classi 2B, 2D

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