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Dalla scuola all’impresa

RICORDATE quanto accaduto all’Itis “Pininfarina” di Moncalieri (To) a novembre dello scorso anno? Un ragazzo di 17 anni si era messo a vendere merendine nei corridoi dell’Istituto. La Fondazione Einaudi lo ha premiato con una somma simbolica di 500 euro per l’iniziativa e lo spirito intraprendente. Il Dirigente ha invece punito tale comportamento, considerato fuori da ogni etica e regolamento scolastico, con una sospensione di quindici giorni e con un sei in condotta. L’opinione pubblica si è subito divisa tra “innocentisti” e “colpevolisti”. Al di là di come la si pensi, resta il fatto che l’episodio ha aperto una riflessione relativa al rapporto tra i giovanissimi e il “fare impresa”. Del resto anche la scuola, con la legge di riforma 107/15, introduce l’obbligo di alternanza scuola-lavoro per gli alunni nell’ultimo triennio delle scuole secondarie. L’intento è quello di valorizzare percorsi formativi che orientino in qualche modo i giovani al mondo del lavoro e li rendano più consapevoli rispetto al loro futuro. Le scelte delle scuole sono molteplici. A Firenze, ad esempio, il Liceo classico “Michelangiolo” ha optato per percorsi formativi che vedono gli alunni impiegare le loro ore (200 nei licei e 400 negli istituti tecnici e professionali) in biblioteche (le Oblate e la Biblioteca dei ragazzi), oppure in settori che riguardano musei come quello degli Uffizi, avendo così la fortuna di prendere consapevolezza del patrimonio culturale e artistico della loro città. L’Istituto tecnico linguistico “Peano”, invece, ha coinvolto gruppi di studenti in laboratori didattici della Specola. Non sempre però, dato l’elevato numero di studenti, si possono scegliere percorsi adeguati. Al di là degli auspicabili miglioramenti, l’alternanza scuola-lavoro ha in qualche modo rimesso in discussione la scuola come luogo autoreferenziale, spingendola ad un’apertura verso l’esterno. ECCO allora che anche il mercato guarda ai giovanissimi in modo diverso. Ad esempio, sempre più ampio è il ventaglio delle banche che, oltre al classico conto corrente per minori, offrono polizze che premiano gli studenti più meritevoli, oppure formule assicurative, in modo che i ragazzi possano accantonare denaro in vista di studi o progetti futuri. Fino ad arrivare al buono postale sempre per i minori, un regalo che si può fare anche a bambini piccolissimi. In generale non si tratta di veri e propri piani di investimento, ma prodotti che possono invogliare i giovanissimi a fare in proprio dei piccoli accantonamenti, decidendo di non spendere tutto ciò che arriva nelle loro tasche. Scuola, mondo del lavoro e famiglie sono costrette dunque a pensare ad un investimento di tempo, risparmio e progettualità verso un mondo del lavoro sempre più complesso e multiforme.

Classe 3C

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