Campionato di Giornalismo la Nazione

Parco delle Rimembranza

NEL 1922, alla fine del primo conflitto mondiale, il sottosegretario alla Pubblica Istruzione Dario Lupi propose di creare in onore dei Caduti della prima guerra mondiale appunto dei viali e dei parchi in ogni citta italiana. La cura di questi luoghi avrebbe dovuto essere affidata agli studenti della città per mantenere saldo il rapporto tra i vivi e i morti per la patria. Fu così che il 4 novembre del 1923, in occasione dell’anniversario della vittoria della Grande guerra, fu inagurato sulla collina di Gaggiola il Parco della Rimembranza, progettato dal pittore Felice del Santo e costruito dall’agronomo Alfredo Bartolozzi. Furono piantati 538 alberi, il cui numero coincideva con i Caduti spezzini. E vicino ad ogni pianta venne conficcata una lancia nel terreno con inciso il nome del defunto. Questa iniziativa sarebbe servita sopratutto alle famiglie dei defunti (molti dei quali erano rimasti senza una tomba perchè dispersi in battaglia) che avrebbero avuto così un luogo dove andare a pregare e a rinnovare la memoria dei loro cari. Ma durante la seconda guerra mondiale, nel momento del bisogno, le lance vennero prese e donate alla patria (tranne una che ancora oggi rimane visibile nel parco) e sostituite con delle targhe affisse sugli alberi con scritto il nome, il grado, la data e il luogo di morte dei Caduti. Con il passare del tempo le targhette sono sparite. Invece sulla vetta della collina rimane ancora il pennone con la bandiera, il tricolore italiano. In passato il parco era molto frequentato soprattutto dalle famiglie con bambini, grazie anche all’area giochi che era stata costruita al suo interno. Negli ultimi decenni invece questo luogo è stato poco curato dalle amministrazioni comunali e, a causa della maleducazione e dell’inciviltà delle persone che lo hanno frequentato e lo frequentano, è capitato che sia nell’interno, sia nella zona alberata che costeggia le mura, siano state trovate per terra sirighe, vetri di bottiglie rotte e cartacce. Le conseguenze di questa incuria, pubblica e privata, sono intanto l’abbandono anche di chi potrebbe frequentarlo ancora oggi. Attualmente infatti la frequentazione del Parco della Rimembranza si è di molto ridotta a causa appunto di questa prolungata incuria che lo rende inadatto alle famiglie, anche perchè i giochi con il tempo si sono arrugginiti; coloro che solitamente vi si recano lo fanno per portare a passeggio i propri cani. Che proposta vogliamo fare? Eccola. Sarebbe bello tornare all’idea originaria che prevedeva che fossero gli alunni delle scuole vicine ad occuparsi della manutenzione del Parco della Rimembranza.

Classe 2A

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