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Correre più forte del male

LO SPORTIVO disabile Andrea Lanfri, già campione nazionale ed europeo, è venuto a trovarci per raccontare la sua incredibile storia: il 20 Gennaio del 2015 è stato colpito da una meningite fulminante che ha completamente stravolto la sua vita. Una febbre altissima lo ha bloccato a letto, nella sua casa di Lucca, fortunatamente ha sentito l’esigenza di trasferirsi dalla mamma per farsi fare un massaggio ai piedi che gli facevano male. È stata proprio lei a scoprire delle evidenti macchie nere sugli arti inferiori e, preoccupata, ha chiamato il 118. Si trattava delle necrosi provocate proprio dalla meningite, diagnosticata all’ospedale di Livorno, dove viene immediatamente trasferito. POCHI giorni dopo, operato a Firenze, ha subito l’amputazione delle gambe e di ben sette dita delle mani. Ha trascorso cinque lunghi mesi al S.Luca di Lucca per una terapia riabilitativa molto dolorosa, ma non si è mai arreso. Al contrario, proprio quando gli hanno detto dell’amputazione, ha deciso in cuor suo che, agli sport già praticati, tra i quali l’alpinismo, avrebbe aggiunto la pallavolo e soprattutto l’atletica. Sembra un paradosso, ma lui dice: «Volevo battere la meningite, quasi farle un dispetto. Tra me e lei era iniziata una sfida che, alla fine, sono riuscito a vincere». Uscito dall’ospedale ha iniziato con i 60 metri in pista e poi ha raggiunto i 400. È riuscito a procurarsi le protesi da corsa grazie al crowfunding, un tipo di finanziamento collettivo nato sul web, che gli ha permesso di raccogliere quasi 30.000 euro. SI ALLENA quotidianamente con il suo coach Francesco Niccoli e sta creando una squadra per le paraolimpiadi, unendo la FIDAL e la FISPES. Andrea ha attualmente 30 anni ed è fidanzato da alcuni mesi. Fa una vita assolutamente normale, è lui il primo a scherzare sulla sua condizione, ma non tutti reagiscono così. Lui stesso ci racconta di un amico di Firenze che, dopo la perdita delle gambe, non è più riuscito a dare un senso alla sua vita. PER questo si ritiene fortunato e il suo motto è «Voglio correre più forte della meningite». L’unico suo rimpianto è non aver fatto il vaccino contro questa terribile malattia perché, anche contraendola, sicuramente sarebbe stata in forma molto più lieve. Consiglia a tutti di vaccinarsi, in particolari ai giovani, così esposti al contagio. Siamo rimasti molto colpiti dal suo coraggio e dalla sua determinazione, ci ha dato una magnifica lezione di vita, ci ha insegnato a non scoraggiarci davanti alle piccole difficoltà quotidiane, a non dire mai «Non ce la faccio, non mi riesce».

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