Campionato di Giornalismo la Nazione

Web & social: come usarli

SICURI di sapere tutto sul web e sui social? Noi lo eravamo! Almeno fino a martedì 31 gennaio 2017 quando alcuni esperti del settore ci hanno sbattuto in faccia , con grande garbo, le verità nascoste, e neanche tanto, sul nostro amico-nemico web. L’incontro, promosso dall’Associazione Eugubina per la Lotta contro il Cancro di Gubbio, era rivolto ai ragazzi delle classi della media «Mastro Giorgio Nelli» che hanno aderito al progetto «IncontriamoCI, condividiamoCI, pizziamo- CI, insieme è bello anche senza sballo». SI TRATTA di un concorso che ha l’obiettivo di far riflettere noi giovani sui tanti significati dello stare insieme, dal virtuale al reale. La necessità di condividere emozioni, situazioni, obiettivi, infatti, oggi sempre più spesso passa attraverso uno schermo. A riempire il secchio di informazioni sui rischi concreti che si possono correre, inconsapevolmente o meno, quando si naviga sul web, è stata la Dottoressa Francesca Pieri, legale dell’associazione «Il coraggio della paura». Hanno aggiunto dati ed esempi reali il capitano della stazione dei carabinieri di Gubbio, il dottor Piergiuseppe Zago, e il luogotenente Roberto Spigarelli. «Prevenire è molto meglio che arrestare!», ci hanno detto i rappresentanti delle forze dell’ordine. Rassicuranti le parole del dottor Massimiliano Cappelletti, psicologo e psicoterapeuta che collabora con l’associazione e che ha indicato i segnali del cyberbullismo. Una doccia fredda per noi, ma di grande utilità: ha spazzato via la nostra presunzione di sapere tutto e ci ha aperto gli occhi sui tanti rischi che i social possono rappresentare. Pensavamo di perdere due ore di lezione e, magari, di evitare qualche verifica; abbiano guadagnato una grande consapevolezza. «Adesso, quando posteremo una foto o metteremo un ‘mi piace’, ci penseremo due volte», hanno commentato i ragazzi. E’ molto semplice, infatti, incorrere in reati anche gravi quando si usa con disinvoltura una chat o un social: condividere, ad esempio, una foto o un video compromettenti, significa diventare complici di chi l’ha postata piuttosto che essere accusati di calunnia o diffamazione. E NON È VERO che essere minorenni protegga dalle accuse, saranno i genitori a risponderne , ma il reato è tale anche per chi non ha ancora compiuto la maggiore età. Sono state riportate le storie drammaticamente vere di vittime del cyberbullismo che non ce l’hanno fatta a sopportare la gogna mediatica e si sono uccise. Storie che testimoniano, che ci fanno dialogare con la nostra coscienza e che insegnano a non rimanere indifferenti di fronte a questo fenomeno. La superficialità e, peggio, l’indifferenza possono e devono essere combattute e sconfitte.

Classi 2A, 2E, 2F

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