Campionato di Giornalismo la Nazione

Vite da salvare

SCAPPATI per vari motivi, stanno ora aspettando la risposta alla loro domanda d’asilo nel nostro paese. La nostra prof. Li invita a scuola e alcuni ci raccontano la loro storia. Malik arriva dal Gambia dove faceva parte del partito democratico all’opposizione e si occupava delle relazioni con l’elettorato. Il governo esercitava il potere in modo autoritario e, anche senza la maggioranza, riusciva sempre a vincere le elezioni non permettendo agli avversari il conteggio dei voti. Alle elezioni del 2011 lui deve controllare i voti per evitare le solite truffe. Dalla sua insistenza a voler adempiere ai suoi doveri scaturisce una rissa e lo arrestano. Ha due possibilità: o morire in prigione o scappare. Sceglie la seconda. Rompendo la finestra della cella e ferendosi una mano (ne porta ancora il segno), riesce a fuggire attraverso la foresta. Rifugiatosi in Senegal, decide di attraversare vari paesi per raggiungere la Libia, dove si rischia la vita ogni giorno, e si imbarca verso la Sicilia. Mohamed viene dalla Guinea. Parte con tre amici, di cui uno muore in prigione, un altro in mare e il terzo raggiunge la Francia. Durante la fuga nel deserto viaggia su un pick up; i fuoristrada sono spesso utilizzati per il trasposto illegale di esseri umani, che vengono stivati uno sopra l’altro sotto pesanti merci e coperti da teli di naylon. Nel viaggio si devono tenere tra loro per evitare di cadere, ma la guida è a velocità folli e, appena ci sono dei sassi, qualcuno non resiste più e cade, come accade a Mouhamed. L’autista si ferma e lo picchia col piede di porco. Per fortuna ce la fa a tornare sull’auto, mentre altri sono abbandonati a morire nel deserto. In Libia prende uno di quei barconi costosissimi, nonostante le condizioni di viaggio che riservano. Dopo aver pagato la barca gli rimangono pochi soldi, ma banditi e “poliziotti” perquisiscono e sequestrano tutto, così arrivi in Italia senza niente. Durante il viaggio si ammala anche di tubercolosi e in Italia lo ricoverano in ospedale. Sta aspettando i documenti per il ricongiungimento familiare: altrimenti la moglie e i suoi due figli non potranno raggiungerlo. ASSANE è arrivato dal Senegal nel 2015, anche lui attraversando il deserto con un pick up, accalcato con altre 28 persone per 5 giorni. Un suo amico è morto di caldo, fame e sete. Partendo dalla Libia, passa due giorni in mare con 78 persone, in un barcone che può contenerne la metà, senza cibo né acqua. Il pilota non sa dove andare, si orienta con la bussola. Lui riesce a tenersi 50 euro nascondendoli tra i capelli. Ora sono contenti di essere in Italia e di parlare con noi perché sentono il bisogno di avere più contatti con gli italiani. E poiché uno di loro sogna di diventare calciatore, cerchiamo di organizzare una partita di calcio.

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