Campionato di Giornalismo la Nazione

Orientarsi, il sale della vita

«HAI PERSO la bussola? Sei disorientato? ». Quante volte ci siamo sentiti rivolgere da qualcuno queste parole con tono tra l’ironico e il preoccupato, a sottolineare un momento di indecisione, di confusione, di incoerenza con i nostri propositi? Tutte le volte, rispondendo, abbiamo avuto la percezione che orientarsi non sia solo una capacità legata allo spazio, ma anche ad altre dimensioni della nostra vita. QUESTO DUBBIO ci ha accompagnati lungo il cammino che abbiamo intrapreso in compagnia di un autorevole amico, il professor Marco Geri, docente presso l’Università di Cassino ed esperto del Cai, che nell’ambito di un progetto d’Istituto su escursionismo ed esplorazione dell’ambiente, ci ha aiutati a chiarirci le idee su questo tema dai risvolti inaspettatamente interessanti. Cosa significa davvero essere orientati? Orientarsi, a differenza di come molti pensano, non significa solamente individuare un percorso. La nostra vita, infatti, non si svolge solo sul piano dello spazio, ma anche del tempo. Siamo parte di un ambiente fisico che ci circonda e che ci obbliga a trovare e mantenere la direzione per raggiungere un luogo. Siamo però anche immersi in un tempo, che rappresenta il trascorrere della nostra esistenza, dove si realizza la nostra capacità di progettare, di scegliere un obiettivo e di trovare la strada e i mezzi per raggiungerlo. Orientarsi significa quindi anche scegliere una direzione per la nostra vita, assumendoci la responsabilità delle nostre scelte; significa essere consapevoli di ciò che ci circonda, di ciò che siamo e di ciò che vogliamo essere. E’ davvero un orientamento continuo quello che mettiamo in pratica. OGNI GIORNO, con i nostri comportamenti, con le piccole scelte che siamo chiamati a fare, con i sì e i no che pronunciamo, fissiamo per noi una direzione, degli obiettivi di cui non sempre siamo consapevoli. In particolari momenti della nostra vita come quello che stiamo vivendo, denso di interrogativi e di scelte importanti, è più che mai necessario esercitare un «orientamento consapevole ». C’è anche un modo dis-orientato di vivere: il non fare nulla, l’attendere ciò che il destino ci riserva, il lasciarsi vivere...ma questo non fa per noi! Ecco che il progetto scolastico, per il quale inizialmente avevamo previsto solo lunghe ed estenuanti camminate e lettura di carte dai complicatissimi simboli, ci ha riservato una sorpresa: è diventato l’occasione di un incontro con concetti più «alti », ma molto vicini a noi. Allora... zaino, scarponi, carta, bussola e tanta voglia di esplorare il mondo e di crescere... sempre orientati verso il futuro!

Classi 2D, 3D

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