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L’avventura su Marte

NELLA conquista dello spazio, l’esplorazione di Marte è stata l’obiettivo immediatamente successivo allo sbarco dell’uomo sulla Luna. Ciò, perché il pianeta rosso, che presenta molte somiglianze con la Terra, si può raggiungere con una navicella spaziale in poco meno di un anno. Pertanto, già dagli anni’ 60 sono state inviate, in esplorazione, sonde spaziali, una delle quali, il rover Curiosity ha accertato che, in un lontano passato, la vita su Marte sarebbe stata possibile. Molti sono i progetti delle società private per colonizzare Marte. Elon Musk, imprenditore americano, patròn della società Space X, ha affermato che il genere umano è una «specie multiplanetaria» ed ha annunciato la costruzione di un veicolo spaziale e di moduli abitativi per impiantare una colonia umana su Marte nel prossimo decennio. «Mars One» è un progetto proposto dal ricercatore olandese Bas Landsop che propone un viaggio di sola andata. La missione si dovrebbe finanziare con i diritti televisivi del reality con cui si dovrebbero scegliere i pionieri di questo viaggio spaziale. Questo progetto, tuttavia, è stato molto criticato, perché considerato non scientificamente e tecnologicamente supportato. Anche la Nasa ha il suo piano denominato «Hundred Years Proiect». Il viaggio di sola andata è previsto solo per ultrasessantenni, perché gli astronauti devono essere convinti di non poter più fare rientro sulla Terra a causa delle forti radiazioni a cui saranno sottoposti. Al momento, l’azienda americana sta sviluppando un modello di struttura abitativa simile a un igloo gonfiabile, circondato da un guscio di acqua ghiacciata. C’è poi «Cosmic» dell’Università di Cagliari. Si tratta di un progetto italiano che si occuperà di ideare robot costruttori ed edificare strutture abitative e industriali con le risorse presenti sul suolo marziano. INTANTO, nei mesi scorsi, un equipaggio di 7 scienziati ha svolto per tre settimane, nel laboratorio scientifico Mars Desert Research, un’esperienza di simulazione di vita su Marte, poiché le caratteristiche di quell’area desertica, in località Hanksville, nello stato americano dello Utah, ne richiamano l’ambiente. La missione, guidata da Ilaria Cinelli, fiorentina, ma laureatasi a Pisa in ingegneria biomedica, ha avuto l’obiettivo di studiare gli effetti, prodotti nell’organismo dal tipo di vita condotto dal gruppo. In definitiva, un giorno, anche non tanto lontano, l’uomo sicuramente andrà su Marte, nonostante il clima ostile e l’atmosfera rarefatta. Per il momento e, forse, anche in futuro, il consiglio è di tenere i piedi ben piantati sulla Terra.

Classe 1C

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