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A Chiusi nuova tomba etrusca

E’ NOTO a tutti che Chiusi affonda le radici della sua storia in un epoca molto antica, quella etrusca, epoca che la vide primeggiare tra le città della dodecapoli soprattutto ai tempi del locumune Porsenna. Per questo oggi a Chiusi sono presenti vari siti archeologici e un importante museo nazionale etrusco. Inoltre è molto attivo un Gruppo archeologico che si dedica con passione alla storia del nostro paese e alla manutenzione dei resti presenti. La necropoli di Poggio Renzo è nota da tempo, per importanti rinvenimenti, quali la “Tomba della Scimmia”, la “Tomba del Leone” ed altre ancora, tuttavia non ha ancora finito di riservare sorprese. Di recente, nel febbraio 2016, infatti è stato effettuato un rinvenimento di notevole importanza, tanto da suscitare l’interesse nazionale. Il ritrovamento è avvenuto in modo del tutto fortuito: in seguito a delle segnalazioni e grazie ad una ricognizione aerea, è stata individuata da parte del Gruppo archeologico, una cavità presente nel terreno, che ha fatto ipotizzare la presenza di qualcosa di interessante; ipotesi confermata con l’inizio dei lavori che hanno rivelato la presenza di una nuova tomba. La notizia ha riscosso grande entusiasmo da parte della popolazione, così il Comune, la Soprintendenza ed il Polo Museale della Toscana, insieme all’istituto di credito locale e al gruppo archeologico hanno promosso, nei giorni immediatamente successivi al ritrovamento, un convegno a Chiusi, da cui abbiamo potuto raccogliere delle importanti informazioni. Si tratta di una tomba che apparentemente non è ancora stata documentata nella letteratura archeologica (anche se questo non significa che non potrebbe essere stata già visitata) e dai primi scavi sembra che potrebbe essere ancora inviolata. Questo permette di prevedere che grazie a questo ritrovamento sia possibile ricavare una grande quantità di informazioni per una ricostruzione storica dell’ epoca, e per la storia del nostro paese. Quindi si tratta di una scoperta importantissima, come non avveniva oramai da tempo nel nostro territorio, che forse neppure il gruppo archeologico immaginava di poter realizzare. Del resto Poggio Renzo è stato usato dagli Etruschi come cimitero dalla prima età del ferro fino all’epoca romana quindi potrebbe ancora riservare sorprese. Per ora il nostro paese è al centro degli interessi degli studiosi tanto che di questo si è parlato in occasione del convegno tenuto a Firenze nel Febbraio di quest’anno a TourismA 2017, per divulgare alcuni risultati del ritrovamento, la sua entità, le tracce e gli studi in corso.

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