Campionato di Giornalismo la Nazione

Tibet nel cuore dell’Amiata

CONTINUIAMO il nostro viaggio tra i luoghi caratteristici e ricchi di storia della nostra montagna. Oggi vogliamo portarvi a visitare l’altro versante amiatino, quello della provincia grossetana, altra zona ricca di storia e di tradizioni. Qui ,nel luglio 1981, il professor Chogyal Namkgai Norbu, studioso della storia tibetana, aprì ad Arcidosso un centro di studio e tradizioni mistiche e pratica spirituale. Merigar, in tibetano significa “fuoco della terra”, simbolicamente “dimora dell’energia”; è un luogo immerso nella natura, circondato da boschi e castagni. Il Tempio è proprio di fronte all’Amiata, il vulcano spento, una zona piena di energia e di fascino, lo stesso che stregò Davide lazzaretti, il “Profeta dell’Amiata”, il quale decise di costruire lì vicino la Torre Giurisdavidica, dove per anni ha vissuto una comunità dei suoi seguaci. AL CENTRO si arriva percorrendo due strade polverose in aperta campagna, sono quasi due sentieri che si inerpicano verso la “Casa Dorata”,tra un mare giallo di ginestre , cespugli di lavanda selvatica gigli e narcisi. Se decidete di accompagnarci in questo itinerario, al vostro arrivo sarete accolti da tante bandierine colorate, sono migliaia e sventolano vicino al tempio. Sono i simboli di acqua, aria, terra, fuoco e spazio di equilibrio cosmico, vi troverete in un posto incontaminato, in un’atmosfera quasi irreale, in un luogo selvaggio, abitato da pastori che pascolano le pecore nei prati sottostanti. Un’oasi di verde alle pendici di un monte aspro e senza vegetazione, il monte Labro. E’ il luogo ideale per chi vuole avvicinarsi e conoscere la cultura del buddhismo, per chi cerca pace e spiritualità e ripercorrere antiche sapienze. Vedrete anche il cinerario,riservato ai praticanti della Comunità Dzog Chen il quale può contenere 1600 urne. L’edificio è munito di quattro porte d’ingresso orientate verso i punti cardinali. Il soffitto è decorato con 12 pannelli, con mantra dipinti inoro zecchino misto ad argento, rame, ferro e bronzo contornati dai colori relativi ai cinque elementi, secondo una specifica sequenza definita dall’astrologia tibetana. Nel castello Aldobrandesco, ad Arcidosso è stato inagurato di recente il Museo di Arte e Cultura Orientale, ideato dal Prof. Norbu che ha messo a disposizione una sua collezione privata di oggetti di artigianato e votivi di grande valore culturale, documenti riguardanti la cultura tibetana. Scopo del Museo è contribuire alla comprensione interculturale e all’integrazione di culture e popoli attraverso la scienza e la ricerca.

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