Campionato di Giornalismo la Nazione

“Perché bisogna leggere?”

«CHI NON legge, a 70 anni, avrà vissuto una sola vita, la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni, perché c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi guardava l’infinito, perché la lettura è un’immortalità all’indietro». In questa frase di Umberto Eco è riassunto il senso e l’importanza della lettura. Si può viaggiare ovunque, ci si può immedesimare in qualsiasi personaggio e immergersi in un mondo pieno di emozioni e sensazioni meravigliose. Se questo è lo spirito con cui ci avventuriamo nella lettura, allora nessun passatempo è migliore di un buon libro. E il profumo e il fruscio delle pagine di carta non sono paragonabili a nessun marchingegno tecnologico moderno, come ad esempio l’e-book. Tuttavia, nel millennio in cui siamo nati e cresciuti, caratterizzato da sistemi di comunicazione sempre più immediati e frenetici, la lettura sembra essere purtroppo diventata un privilegio per pochi eletti. La giornata corre nevrotica tra migliaia di attività e complicazioni che ci autoinfliggiamo sin da bambini e il tempo che dedichiamo a noi stessi è assai limitato. La lettura trova sempre meno spazio nelle nostre ore perché abbiamo sempre meno tempo. Il libro ingiallito ed impolverato che scorgiamo sullo scaffale della libreria di casa o di scuola ci spaventa, ci scoraggia la lunghezza e ci disorientano i termini che incontriamo nelle prime pagine dei classici che siamo costretti a leggere per le vacanze. Il moderno stile di vita, dunque, non invoglia noi ragazzi a dedicarci di più alla lettura, e purtroppo molti si fanno addirittura vanto di non aver mai sfogliato un libro o di non avere tempo, perché presi da mille altre cose. Distratti da altro, non immaginiamo quanto arricchimento perdiamo: dalle molteplici emozioni che i diversi tipi di lettura riescono a suscitare, al grado di cultura che possono infondere, alle riflessioni che portano a fare, senza considerare che spesso attraverso un buon libro si può arrivare anche a conoscere meglio se stessi. Anche le favole lette ai bambini insegnano qualcosa di importante attraverso la loro morale. Ed è da qui che i genitori dovrebbero partire per far scoprire a noi figli l’emozione di ascoltare una storia. E’ probabile che, appena ne sarà capace, il bimbo vorrà iniziare a esplorare da solo quel mondo magico. Leggere non ci porta soltanto ad evadere dalla vita di tutti i giorni per affrontare un’avventura in un mondo fantastico, ma offre anche la possibilità di arricchire il nostro vocabolario, di confrontarci con punti di vista diversi e di conoscere altre culture. Quindi il messaggio a tutti i ragazzi deve essere: “Leggiamo, perché i libri ci rendono umani!” e non importa che tipo di lettura scegliamo. Può essere un romanzo, o un saggio, o un classico della letteratura, o anche una poesia. Questo sarà il migliore investimento che possiamo fare per il nostro futuro. Vorremmo concludere citando Francesco Petrarca: «Interrogo i libri e mi rispondono. E parlano e cantano per me. Alcuni mi portano il riso sulle labbra o la consolazione nel cuore. Altri mi insegnano a conoscere me stesso».

Classi 3C, 3D

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