Campionato di Giornalismo la Nazione

La strada sicura la facciamo noi

GLI INCIDENTI stradali? L’ideale sarebbe che non ci fossero. Non sarebbe un sogno irrealizzabile, se tutti seguissero le regole imposte dal buonsenso e dal codice. La strada è il luogo di tutti, un bene comune, che ci permette, quotidianamente, di spostarci da una località all’altra, per andare a scuola, al lavoro, a praticare i nostri sport preferiti, facendoci raggiungere posti e paesi diversi in poco tempo, grazie ai molteplici mezzi di trasporto che abbiamo a disposizione. Un luogo familiare, di cui tutti siamo tenuti a conoscere le “istruzioni per l’uso”, per imparare ad utilizzarla in sicurezza, come pedoni di oggi e come automobilisti di domani. L’elevato numero di incidenti registrati ogni anno, ci ricorda, però, che i comportamenti scorretti degli adulti che ci circondano sono tanti e il cammino per maturare una giusta mentalità sulla sicurezza stradale è ancora lungo e deve partire da noi ragazzi e dalla nostra educazione. Le conquiste della tecnica per rendere le auto sempre più sicure sono state tantissime, ma nessun sistema di sicurezza può fare fino in fondo il suo dovere, senza la collaborazione di chi guida. A nulla serve l’ Abs, se impostiamo male una curva o l’affrontiamo a velocità eccessiva. E’ inutile la presenza dell’airbag, se non si allacciano anche le cinture che, a loro volta, vanno indossate non perché ci sono i vigili dietro l’angolo, ma perché salvano la vita. Basti pensare che, in caso di urto a soli 50 chilometri orari, il peso del corpo dei passeggeri di un auto aumenta di ben 100 volte: senza cintura sarebbe impossibile per chiunque, anche per la persona più forte del mondo, trattenersi sul sedile! Tanti incidenti, infine, difficilmente diminuiranno se si continuerà a guidare parlando al cellulare, a fare sorpassi azzardati, a non rispettare le distanze di sicurezza, a rallentare la velocità soltanto in prossimità dell’autovelox. Al volante, purtroppo, molti “grandi”che ci circondano, si comportano come dei bambini, aspettando che la mamma si giri per rubare la marmellata. E non capiscono che le conseguenze di un comportamento sbagliato vanno ben al di là di un mal di pancia. Molto prima di arrivare a guidare, dobbiamo interiorizzare le regole della strada e avere rispetto di chi la vive, a piedi o con qualsiasi mezzo. Nel nostro piccolo quindi, anche noi possiamo fare tanto. E’ vero che per essere pedoni, così come per andare in bicicletta, non è richiesta una patente, ma questo non significa che non ci siano, anche per noi, norme da seguire. Ce ne sono, eccome. Molte indicate dalla segnaletica, altre, la maggior parte, regolate soprattutto dalla buona educazione.

Classi 2E, 3E

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