Campionato di Giornalismo la Nazione

Cucina povera, di tendenza

LA CUCINA spezzina, strutturatasi all’inizio del ‘900, è costituita da piatti poveri, costituiti da ingredienti semplici ed economici, ideali per sfamare una popolazione formata perlopiù da naviganti e contadini. Tuttavia, complice l’aumento della vocazione turistica della provincia, le pietanze proprie della Spezia sono diventate costose e ricercate. Si tratta, comunque, di una tradizione gastronomica abbastanza variegata, che include tanto “piatti di mare” quanto “piatti di terra”. Ad esempio, tra i principali piatti dell’entroterra, troviamo la farinata, la mesciua e i panigacci, mentre lungo la costa, i più gettonati sono quelli a base di acciughe e muscoli (mitili). La farinata, conosciuta alla Spezia con il nome di fainà, è una torta salata molto sottile, preparata con farina di ceci, acqua, sale ed olio. Una leggenda, approfondita nel taglio di questa pagina, racconta la nascita casuale di questa pietanza, durante la celebre battaglia della Meloria. La mesciua, invece, è una zuppa di legumi che, probabilmente, risale al XVIII secolo. I camalli (uomini che scaricavano le merci dalle navi) avevano notato che, in fondo alla stiva di ogni imbarcazione, rimanevano pezzi di ceci, fagioli e grano, che potevano essere recuperati come ingredienti. Questo procedimento portò alla nascita di un piatto diventato fondamentale nella cucina spezzina. I panigacci, ricercati dai turisti in visita nella nostra città, sono un tipo di pane rotondo, non lievitato, cotto tra speciali piatti di terracotta, chiamati “testi”. Si possono gustare con affettati, formaggi o sughi. Durante la seconda guerra mondiale, quando i tedeschi distrussero un ponte tra Podenzana e il resto della Lunigiana, gli abitanti sopravvissero mangiando proprio i panigacci, preparati con farina di ghiande e castagne, più facili da reperire. I muscoli ripieni, invece, sono divenuti un oggetto di culto per gli abitanti del Golfo della Spezia ed, infatti, numerose sagre delle frazioni comunali, sono basate sulla consumazione dei mitili, cucinati in diversi modi. Anche le acciughe, ingrediente fondamentale di numerosi piatti tradizionali, sono caratteristiche della provincia della Spezia. Assolutamente da gustare è la “torta di acciughe”, nella quale esse sono disposte sopra uno strato di biete, una pasta ricavata dalla carne di questo pesce. In origine veniva preparata con le sardine, aggiungendo bietole ed una minima parte di acciughe, creando una mousse che univa diversi prodotti mentre, nel corso del ‘900, si è preferito concentrarsi esclusivamente sulle acciughe, più prelibate ed apprezzate rispetto alle sarde.

Classe 3B

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