Campionato di Giornalismo la Nazione

La storia narrata dalle foto

CERTALDO SORGE in Val d’Elsa, tra Siena e Firenze; il borgo iniziò a formarsi nel XII secolo, quando i Conti Alberti iniziarono a costruire un castello (adesso Palazzo Pretorio); inizialmente, quindi, era formato dal castello, poche case e da una cinta muraria. Dopo la caduta dei castelli di Semifonte e Pogne, anche Certaldo perse la sua indipendenza e così passò sotto il controllo di Firenze. Dal 1415 al 1784 Certaldo fu uno dei tre vicariati in cui Firenze divise il proprio territorio. Gli stemmi sulla facciata di Palazzo Pretorio ci ricordano questo periodo della sua storia.. Ancora oggi i mattoni sono l’elemento caratteristico del borgo, oltre alle mura e alle tre porte di accesso: Porta Rivellino, Porta al Sole e Porta Alberti. IN CLASSE abbiamo avuto l’opportunità di incontrare il fotografo Giancarlo Bartalini, memoria storica del nostro borgo, e da lui abbiamo ricevuto molte informazioni che ci hanno permesso di scoprire tante cose sul nostro borgo, che prima non sapevamo. Giancarlo Bartalini, attualmente, ha allestito, nei locali di Palazzo Pretorio, una mostra fotografica nella quale racconta cento anni del nostro paese. Egli ci ha messo a disposizione alcune fotografie del suo ricco archivio fotografico e abbiamo notato, così, che Certaldo Alto, era abbastanza diverso da come è ora. MOLTE DI QUESTE antiche fotografie hanno attirato la nostra attenzione, per esempio quella che ritrae Palazzo Pretorio. La torre dell’orologio ha la campana sul lato sinistro (oggi la campana si trova al centro) e il palazzo non ha la merlatura; la facciata è completamente intonacata e presenta decorazioni intorno all’orologio e allo stemma dei Medici. La loggia è chiusa, perché era stata trasformata in abitazione privata. In un’altra foto è presente la chiesa dei santi Jacopo e Filippo: il campanile ha ancora il coronamento tardo Barocco, eliminato nel 1963 e sostituito da una struttura a forma piramidale ANCHE la strada più antica del borgo, via Rivellino, nelle vecchie foto si presenta sterrata e con due zanelle laterali per l’acqua piovana, con alcune case e la torre Borghini, che oggi non esistono più ed hanno lasciato il posto ad un parapetto da cui è possibile affacciarsi per guardare la campagna circostante. Un’ultima foto ha attirato la nostra attenzione, quella in cui compare la casa di Giovanni Boccaccio: nella foto la casa è completamente distrutta, in seguito al bombardamento del giugno 1944, mentre si intravede che il ritratto dello scrittore è rimasto intatto sulla parete.

Classe 1C - tutor: Gabriella D'Onofrio

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