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Che fine ha fatto l’olio di palma?

SEMBRA INCREDIBILE ma l’olio di palma, diventato argomento centrale negli ultimi anni in campo mediatico, è responsabile dei cambiamenti climatici, della deforestazione e della coltivazione di massa nelle zone umide. Per far luce sull’argomento, l’olio di palma, come si deduce dal nome, è un grasso di origine vegetale che si ricava dalla spremitura del frutto della palma da olio; è largamente utilizzato in molti prodotti alimentari e cosmetici. Dopo la spremitura l’olio grezzo viene raffinato con dei processi industriali che ne fanno perdere le proprietà benefiche. Quest’olio si ottiene da una tipologia di palma, originaria del continente africano, ora diffusa in tutto il pianeta. L’olio ottenuto dal frutto della palma è rosso, mentre quello ottenuto dal nocciolo e dal seme si chiama olio di palmisto e ha colori e proprietà differenti. Alcune delle sue caratteristiche sono: La sua percentuale di grassi saturi non idrogenati è del 50%, che lo rende semi-solido ma, grazie al processo di frazionamento, si riesce a separare la parte solida da quella liquida Il basso costo e la versatilità lo rendono un ingrediente molto diffuso, soprattutto nell’industria alimentare L’olio di palma ha sostituito gli oli vegetali parzialmente idrogenati. É’ utilizzato anche come stabilizzatore, conservante contro l’ossidazione e ammorbidente per i prodotti dolciari. Si trova anche nei prodotti cosmetici, prodotti ecologici e per bambini. L’olio di palma resiste alla temperatura e all’irrancidimento, inoltre non si deve ricorrere all’uso dell’alcool per prevenire le muffe, dona struttura e consistenza, è insapore ed è in regola con le norme sui grassi idrogenati. Purtroppo il suo consumo abituale tende ad aumentare la concentrazione di grassi nel sangue, dal colesterolo ai trigliceridi, innalzando l’indice di mortalità per patologie cardiovascolari e l’incremento e la concentrazione di sostanze infiammatorie nel sangue. L’uso di questo grasso nella sua forma esterificata peggiora il profilo lipidico favorendo danni al sistema cardiovascolare. É stato pubblicato un dossier che conferma i possibili rischi sulla salute connessi a sostanze potenzialmente cancerogene. I grassi eterogenati (Ge) sono un potenziale problema di salute per tutte le fasce di età; l’esposizione dei Ge per i neonati è motivo di particolare preoccupazione, è fino a dieci volte il livello considerato a basso rischio per la salute pubblica. Il dossier ha rilevato un dimezzamento dei livelli di Ge negli olii e grassi di palma, diminuendo così l’esposizione dei consumatori a queste sostanze nocive. L’olio di palma è un ingrediente conosciuto da tempo. Nel mondo esiste anche un olio di palma «buono », i cui danni ambientali si riducono e il prodotto è più salutare: le aziende dovrebbero utilizzare quest’olio più sicuro, anche se in termini economici più costoso

Classe 2B

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