Campionato di Giornalismo la Nazione

Violenti per paura? Forse sì

EXTRACOMUNITARI rabbiosi e un po’ barbari? Ragazzi sbandati delle periferie? Malati di mente, tossicodipendeti, personaggi al limite della società? No, questi sono stereotipi sbagliati e pericolosi, perchè impediscono di raccontare, affrontare e combattere la tragedia della violenza contro le donne. Oggi l’uomo è spinto ad agire in modo violento per desiderio di dominio gli altri, per porre gli altri al suo servizio. La violenza è anche frutto di quella mentalità che riserva onori e rispetto al «più forte», «più furbo», ovvero, in sostanza, al più violento. A volte, la violenza nasce anche dalla paura, dalla difesa ad oltranza di quello che possiedi. Viviamo in un mondo globalizzato ed anche la violenza appare in forme nuove e inaspettate che investono l’intero pianeta in modi spesso drammatici. Recentemente è apparso con chiarezza che la violenza può avere origine anche dall’eccessivo benessere materiale. Quando all’eccesso di beni materiali non si accompagna un’adeguata educazione ai valori fondamentali dell’uomo nascono, soprattutto nelle nuove generazioni, la noia, il disinteresse e il non rispetto per la vita, la sfiducia nei confronti della famiglia, società e dello Stato. Altra causa della violenza è l’ignoranza. Quando l’uomo non è a conoscenza dei valori della vita, quando è portato dall’ambiente e dalle condizioni in cui vive a dare importanza solo alla forza fisica e all’aggressività è facile che ritenga di doversi comportare con gli altri con prepotenza. Si formano così degli ambienti in cui vige la legge del più forte, in cui tutto viene regolato con intimidazioni, pugni e pistole. Sono ambienti, questi, dominati in genere dall’ignoranza: la mancanza di istruzione e di educazione sono tra le cause più importanti della violenza comune. Va anche detto che oggi la violenza è vissuta e descritta ovunque, dai videogame che trasformano la morte in gioco, alle immagini che quotidianamente ci rimangono in mente. Le istituzioni, tutte, a partire dalle famiglie, dovrebbero con interventi mirati cercare di prevenire il disagio esistenziale al quale sono esposti i giovani. Un disagio che nasce dai profondi cambiamenti socioculturali e dalla frammentazione che si vive a vari livelli:dalla famiglia, al contesto lavorativo e ai confini delle nazioni che sono meno definiti e più valicabili. Nel corso degli anni, lo Stato italiano ha fondato diverse istituzioni per aiutare le vittime ad affrontare le problematiche successive alla violenza. Una di queste è il Codice Rosa, un percorso di accoglienza del Pronto Soccorso nato nella nostra città, che si sta espandendo a livello nazionale e a livello europeo e che si occupa non solo di violenze sulle donne ma anche di bullismo e cyberbullismo.

Tutor: Raffaella Rusconi, Eleonora Baffigo

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