Campionato di Giornalismo la Nazione

Come è cambiata l’Italia

MENO latte, tanta birra rossa artigianale, pochi pelati e pomodorini, ma più caffè in cialde è la fotografia dell’Italia vista dal supermercato e cambiata profondamente negli ultimi otto anni. La crisi morde ancora non solo per le famiglie meno abbienti ma anche quelle che fino a ieri erano ritenute il ceto medio e se ci sono meno soldi, si scelgono prodotti di prima necessità, possibilmente low cost, ma questa regola generale ha un’eccezione. Proprio quando il risparmio è diventata la parola d’ordine in quasi tutte le famiglie italiane sono decollati i consumi di prodotti biologici e glutenfree che costano decisamente di più rispetto a quelli tradizionali. I dati ci dicono quindi che alla qualità della spesa gli italiani non rinunciano, si elimina lo spreco ma si preferisce acquistare più pesce, più frutta e più verdura si beve meno e si è affascinati dai prodotti eticamente sostenibili. Abbiamo intervistato Rita Corbani, socia e responsabile dei punti vendita Conad della Spezia e ci ha detto che anche nella nostra città vi è questa tendenza: sviluppo del comparto bio, prodotti privi di glutine, prodotti etnici ed etici. La vendita dei prodotti gluten- free è salita notevolmente sia perché molte persone in più soffrono di celiachia ma anche perché si è diffusa la convinzione che facciano bene alla salute di tutti. Per quanto riguarda i prodotti etnici più che una passione per gli italiani sono un vero e proprio sfizio; più propensi ad assaggiare nuovi sapori coloro che vivono al Nord e le donne, in Italia comunque si consumano cibi etnici in maniera inferiore agli altri Paesi Occidentali, la cucina asiatica è quella che riceve maggiori consensi ma risultano sempre più popolari anche sashimi, fajitas, felafel, paella, moussaka, i prodotti alimentari etnici hanno un canale di vendita preferito che è quello del supermercato. E’ in aumento anche il consumo di prodotti integrali a base di farro, quinoa o di farina di Kamut, senza dimenticare l’aumento dell’acquisto di piatti pronti freschi e di salumi in vaschetta. Ciò sta a dimostrare come incida anche il fattore tempo: ciò che importa è acquistare beni di qualità e che si possano preparare in modo veloce. In atto quindi un mutamento radicale rispetto al passato, un cambiamento che è anche strutturale: le famiglie “tradizionali” sono diminuite mentre sono aumentate quelle mononucleari formate da single, sono aumentate le persone anziane, le persone immigrate e tutto ciò ha contribuito a modificare radicalmente le abitudini nella spesa degli italiani. Capita così che la regina della tavola, la pasta, abbia registrato una certa flessione a favore della frutta e della verdura, del pesce e a discapito delle carni rosse; inoltre per quanto riguarda i prodotti tradizionali gli italiani preferiscono quelli a marchio del distributore. Dunque l’Italia cambia al supermercato e si fa più attenta e consapevole, la crisi premia la qualità e la sostenibilità!

Classe 2B

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