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Ogm, il futuro o la rovina?

IN QUESTO anno scolastico stiamo riflettendo, con l’aiuto dei nostri insegnanti, su temi che sembrano molto lontani dai nostri interessi quotidiani e ci stiamo rendendo conto sempre più che ci interessano in prima persona. Di recente abbiamo affrontato il tema degli organismi geneticamente modificati o meglio conosciuti come Ogm, ovvero organismi viventi il cui patrimonio genetico è stato modificato artificialmente con la sostituzione o aggiunta di materiale genetico. Gli Ogm stanno trasformando le colture agricole attuali visto che si trovano in campo agricolo, zootecnico e medico, a livello vegetale e animale. Le piante geneticamente modificate si dividono in Gmht, genetically modified herbicide tolerance e Gmir, genetically modified insect resistance, ovvero pianta Gm il cui carattere introdotto induce resistenza nei confronti degli attacchi di specifici insetti. I primi esperimenti di questo tipo sono iniziati a metà del secolo scorso attraverso il metodo della “mutagenesi” che utilizzando raggi x, raggi ultra violetti, raggi gamma o agenti chimici trasformavano il Dna delle piante. Altri metodi introdotti nel corso degli anni sono ibridazione interspecifica e la transgenesi. La prima, incrociando piante di specie diverse, crea ibridi con caratteristiche particolari (piante ornamentali). La seconda, attraverso il mutamento di un gene e sfruttando l’ingegneria genetica, dà la possibilità alle piante di difendersi da sole dall’attacco degli insetti. Il primo Ogm nacque nel 1973, ma il primo vegetale modificato fu il pomodoro Flavr Savr,messo in vendita negli Stati Uniti nel 1994. Sono soprattutto le grandi multinazionali ad aver sfruttato la tecnologia genetica in campo alimentare. Le coltivazioni di soia, mais, grano, cotone, colza e tabacco sono quelle che maggiormente hanno subito mutamenti genetici. I principali produttori mondiali sono Usa, Cina, Canada, Argentina e Brasile. L’Europa ha un atteggiamento molto severo e con regole restrittive riguardo alla coltivazione e all’importazione dei prodotti Ogm. Gli ultimi dati dicono che gli Ogm sono in crescita in ventotto paesi del mondo. In queste nazioni sono comprese anche alcune nazioni europee: Romania, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca e Portogallo. In Europa si coltiva solo il mais, l’unico ammesso nella Ue. Le maggiori coltivazioni di Ogm nel mondo sono negli Stati Uniti (soia, mais, barbabietola,cotone, papaya e zucca). Seguono Brasile e Argentina con soia, mais e cotone per 24,3 milioni di ettari coltivati.

Tutor: Rita Grande

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