Campionato di Giornalismo la Nazione

Mulino Bianco, Rosso Sangue

INDIFFERENZA, gelosia patologica, denigrazione, minacce, percosse, abusi, sfregi … Ti guardi allo specchio e non ti riconosci più, non sai più chi sei e non riesci più a capirlo. Smetti forse di esistere o muori semplicemente nel nulla …un po’ alla volta. È impensabile che gli occhi di una donna all’improvviso comincino a trasmettere solo paura e dolore; è inimmaginabile che il loro corpo tremi al pensiero di mani piene di rabbia …mani che aprono quella porta, chiudendo tutti in gabbia. E allora accade che le mura, che da sempre ti proteggono, cominciano a soffocarti, a schiacciarti … a «fagocitarti », disarmandoti completamente fino ad annientarti. Ad oggi è la violenza domestica ad essere quella più diffusa e maggiormente impunita, perché è quella che si nasconde dietro le tende colorate delle camere da letto, dove il volume alto della televisione copre i singhiozzi custoditi dai cuscini e il profumo della torta messa a raffreddare sul davanzale maschera l’orribile realtà... una realtà che, inoltre, impedisce anche ai più piccoli di vivere la propria infanzia serenamente. Non è possibile, né pensabile che questo periodo, che dovrebbe essere per i bambini il più bello, possa venir macchiato da sangue, dolore e rabbia, poiché rovinato dalla meschinità di un uomo, il cui cuore è sporco di un’insana illusione d’amore. Chissà quante volte una cucina, luogo dove la condivisione prevale e la famiglia ogni giorno si riunisce, diventa «testimone » di massacri e accoglie l’ultimo respiro di innocenti uccisi a causa della «follia» che proviene o da troppo amore o da un innaturale odio. Figli… candide anime che troppo spesso assistono inermi alle tragedie che si consumano innanzi a loro, sfortunati spettatori della disumanità dell’uomo. Sempre e comunque innocenti, anche quando capita che il desiderio di proteggere la propria madre possa costare loro la vita. La realtà, però, all’improvviso può capovolgersi... e i «figli», da vittime, diventano i carnefici dei propri familiari: ragazzi, più o meno giovani, che per un perché ancora incomprensibile arrivano ad uccidere i propri cari. Soldi, diatribe personali, futilità, stupidi giochi di potere… tutto ciò li spinge a compiere i gesti più spregevoli, realizzando agguati in casa per privare della vita coloro che gliel’hanno donata. Troppi orrori narrati, troppe tragedie consumate, fra mura macchiate da troppo sangue! Cosa vorremmo? Che ogni persona possa vivere liberamente la propria esistenza e che le case intrise di dolore possano tornare nuovamente candide, affinché rivivano «l’idillio del Mulino Bianco », emblema della gioiosa serenità familiare.

Tutor: Maria Rosaria Buglione, Anna Maria Chianese, Patrizia Di Gangi, Daniela Prato

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