Campionato di Giornalismo la Nazione

I nostri amici animali

RIGUARDO il maltrattamento di animali un approfondimento quasi dovuto è dedicato al circo. Un altro esempio di maltrattamenti appunto. L’analisi mira proprio a far capire come, in alcuni casi, possano essere usati metodi poco rispettosi e addirittura violenti per addestrare gli animali a fare gli “spettacoli”. Quando andiamo al circo ci mettiamo seduti e ci godiamo lo spettacolo, ma vi siete mai chiesti se è naturale per un orso ballare o per delle foche giocare con un pallone? Oppure per un elefante mantenere il suo peso di diverse tonnellate solo su due zampe? O per dei felini saltare attraverso un cerchio infuocato, considerato anche il terrore istintivo degli animali per questo elemento? Obiettivamente, crediamo di no! PERCHÉ per stravolgere completamente l’istinto di un animale, si deve necessariamente ricorrere alla violenza: per far alzare alternativamente le zampe a un orso si ricorre a piastre e pungoli elettrici, per fa “sorridere” un pony lo si punge ripetutamente sul muso con uno spillone, in modo che durante lo spettacolo si ricordi il dolore ed esegua l’esercizio. Tutto questo dopo che l’animale è stato allontanato dal suo ambiente, nel caso dei cuccioli anche dalla madre, e posto in un luogo sconosciuto e ostile. A PARTE gli “spettacoli” e gli esercizi, gli animali rimangono per il resto del tempo in piccole gabbie, a volte incatenati (come nel caso degli elefanti). Per molti animali non abituati al lungo inverno europeo, il freddo rappresenta un vero e proprio tormento. Non sempre però si ricorre a questo genere di tecniche, ci sono infatti esempi molto positivi anche in questo mondo circense. ALCUNI circhi infatti hanno scelto di non utilizzare più gli animali: i canadesi “Cirque du soleil”, i francesi “Les Colporteurs”, gli Italiani “MagdaClan Circo”, che valorizzano al meglio la bravura dei giocolieri, trapezisti, clown, comici, mimi, contorsionisti, tutto senza maltrattare nessun animale!

Tutor: Marco Veri

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