Campionato di Giornalismo la Nazione

“Le icone tra arte e fede”

LA NOSTRA CLASSE, la seconda A della Cesalpino, ha saputo, casualmente di un’altra seconda, la E, che aveva cominciato a lavorare ad un progetto sulle Icone. Per prima cosa ci ha incuriosito la parola. Ci è sembrata magica, originale e dal significato misterioso. Ci siamo chiesti quindi che cosa sia un’icona. Abbiamo scoperto che il termine deriva dal greco e significa immagine. La Chiesa la definisce come un elemento sacro: per cui chi la dipinge diventa un mezzo per far arrivare chi la ammira alla salvezza. E’ come se fosse una reliquia. STUPITI E COLPITI da questo fatto ci siamo adoperati per saperne di più e per imparare anche a dipingerle. Abbiamo intervistato sia i ragazzi, nostri coetanei, che il loro maestro, divenuto poi anche il nostro, Mauro Polvani. Quindi abbiamo posto a lui alcune domande per scoprire qualcosa di più. Come è nata la tua passione per le icone? «La mia passione è nata molto tempo fa; alle spalle ho un percorso di fede e di arte. Ho avuto le prime informazioni sulle icone nel corso dei miei studi archeologici. Ho voluto approfondire l’argomento e mi sono posto tante domande. Quando hanno origine? Chi le insegna? Come si fanno? Ho cercato di trovare una risposta e in quei momenti mi sono ritrovato a pregare davanti ad un’immagine sacra e da allora mi si è accesa la passione» Dove hai imparato a farle? «Ci sono diversi modi per disegnarle e realizzarle. Ma l’unico modo per imparare è avere uno spirito religioso, senza il quale si ottiene un soprammobile. Quindi bisogna lavorare oltre che in campo artistico nel proprio cammino di fede». Da quanto tempo le disegni? «Io sto ancora imparando, guardando un esempio, un prototipo. Perchè per riuscire a disegnare un’icona bisogna essere in sintonia sia con Dio che con noi stessi». Come si creano? «Per prima cosa si sceglie un legno senza nodi generalmente di faggio, che viene tagliato e incavato leggermente sulla superficie. Poi si lascia stagionare il legno per 2o 3 anni. In seguito si applica uno strato di tela bianca con colla di coniglio e alcune mani di gesso bianco. Dopo questa prima fase, c’è quella del disegno, che si esegue con un carboncino, mettendoci in preghiera. La figura viene quindi incisa, poi si applica la foglia d’oro e infine il colore». Cosa provi quando ne disegni una? «Un grande senso di fede perchè la sensazione è quella di dare un limite all’infinito».

Classe 2A - tutor: Maria Romagnoli Polidori

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