Campionato di Giornalismo la Nazione

I giovani sanno stupirsi?

LO STUPORE è visto storicamente come un aspetto importante della natura umana, per i filosofi è meraviglia e inquietudine sperimentata dall’essere umano. Noi crediamo che anche gli adolescenti di oggi sono ancora in grado di stupirsi, anche con un semplice gesto. Ma la vera domanda è: «Perché non riusciamo a stupirci con facilità?». Il nostro stupore viene spezzato dalla monotonia, come diceva Pascal: «L’ABITUDINE È LA TRAPPOLA DEL PENSIERO». Se noi riuscissimo a non finire nelle morse dell’abitudine, se fossimo capaci di stupirci sempre, ritroveremmo la forte emozione che si prova, perché altrimenti ci si abituerebbe a quella sensazione, quindi non sarebbe così bello lo stupore. QUESTA emozione si prova quando si vede qualcosa di nuovo e meraviglioso, è come un lampo che va e viene per un secondo, ti illumina, tu vorresti essere colpito per sempre da questo lampo ma poi torni alla solita routine. Noi ci stupiamo per molte cose anche per le più piccole, come quando guardiamo il tramonto con quei colori accesi e vivaci che sembrano l’opera di un pittore famoso o un cielo che con le nuvole forma delle strane immagini, oppure l’aurora boreale. LA VITA ci stupisce ogni giorno, anche se l’uomo inquina l’ambiente, distrugge il pianeta e uccide la natura, nonostante essa continui a regalarci ogni giorno le meraviglie più belle del mondo, che ci fanno sentire infinitamente piccoli davanti a una simile meraviglia. Esse oggi non stupiscono più molte persone, perché certe volte crediamo di non sorprenderci più di niente. Uno che non è in grado di meravigliarsi, è come morto, una candela spenta da un soffio. È nel silenzio che si avvera questa strana sensazione, e noi che abitiamo in un paese di montagna dove non ci sono rumori che spezzano momenti magici riusciamo più facilmente a vivere questi attimi fuggenti. Invece in città con il rumore dei veicoli, delle fabbriche, dei treni e con la monotona vista dei semafori, delle case, dei grattacieli, i ragazzi non trovano il silenzio essenziale per stupirsi e a volte le persone che sono abituate a un luogo dove il rumore non esiste, possono dire: «C’è qualcosa che non va! Tutto è sbagliato! Facciamo cose assurde! Questa non può essere la strada giusta!». E per un attimo, tutto si ferma, nessun suono , è come se qualcuno avesse bloccato il tempo, ma non è così, e infatti dopo che la gente ti ha osservato e circondato, continua a parlare come se non fosse successo niente, il silenzio cessa, e il rumore torna, dopo sembra anche a te tutto normale e pensi: forse ho sbagliato, ora invece è tutto a posto, e te ne vai un po’ imbarazzato.

Tutor: Denise Orsi, Annamaria Lorenzoni, Michela Fantoni, Antonella Ferri

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