Campionato di Giornalismo la Nazione

Codice civile… ma non troppo

116 I CASI di femminicidio dall’ inizio del 2016 alla fine, 116 donne e 116 uomini, 116 vittime e 116 carnefici, e i bambini stanno a guardare. E’ la Lombardia a detenere il triste primato: 20 omicidi in 10 mesi, 1 ogni due settimane (fonte: Repubblica.it ). Basta accendere la TV per sapere che ci sono “uomini che odiano le donne”, ovunque si legge di amori malati, ma non chiamiamoli più amori, quella è follia. E’ SOLO nel dicembre del 1993 che l’Assemblea Delle Nazioni Unite ha riconosciuto la necessità di estendere alle donne i diritti di uguaglianza, sicurezza, libertà, integrità e dignità; quindi è recente il riconoscimento del diritto a una vita libera dalla violenza. Storicamente si proteggevano i colpevoli, la violenza privata non richiedeva l’intervento dello Stato eppure l’85% dei casi avviene tra le mura domestiche. CI SPIEGA un’avvocatessa che nel codice penale era contemplato il delitto d’onore, art. 587 abrogato nel 1981, che prevedeva una pena più mite per chi uccideva il coniuge, oggi questo reato è omicidio. “Dal 1996 la legge sulla violenza sessuale prevede pene più severe. Abbiamo anche un nuovo articolo, il 612, che prende in considerazione lo stallking . La legge ha fatto passi in avanti”. Ma questo non ha fermato il crimine . NEL 1946 l’Unione Donne Italiane scelse la mimosa come fiore perfetto per simboleggiare la festa della donna, non è un caso. Secondo gli Indiani d’America i fiori della mimosa significano forza e femminilità. La mimosa venne scelta come emblema per commemorare le operaie morte durante un incendio nella fabbrica di New York in cui lavorano. Il triste episodio avvenne proprio l’ 8 marzo del 1908. L’Associazione Amica Donna ci ricorda che è violenza di genere “qualsiasi atto di violenza per motivi di genere che provochi o possa verosimilmente provocare danno fisico, sessuale o psicologico”, perché le ferite non sono soltanto quelle che lasciano segni visibili sul corpo ma ce ne sono di sfuggenti all’occhio. La violenza psicologica è molto più subdola. Con le nostre ricerche abbiamo imparato una nuova parola, una brutta parola, dispercezione, ciò avviene quando una persona non è più in grado di riconoscere gli abusi come tali né di ricordare il suo valore. NOI ABBIAMO chiesto cosa in concreto possiamo fare, chi aiuta nel loro percorso riabilitativo le vittime, così abbiamo trovato notizie su ONLUS presenti sul nostro territorio, abbiamo saputo dell’esistenza del Codice Rosa presso l’ospedale Versilia e che ne esiste uno anche per la magistratura dove sono previste tutele fino all’allontanamento dalla casa familiare per tutelare la donna con i minori.

Classe 2A

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