Campionato di Giornalismo la Nazione

Itinerario del terrore

«IL TERRORISMO consiste nell’uso della violenza illegittima, finalizzata ad incutere terrore nei membri di una collettività e destabilizzarla o restaurarne l’ordine mediante azioni quali attentati, rapimenti, dirottamenti di aerei e simili ». Questa la definizione tratta dal sito www.mappedimemoria.it, e questo è lo scenario che caratterizza il periodo iniziato negli anni ’70, denominato “Anni di Piombo”, nel quale compaiono sulla scena gruppi armati di Destra e di Sinistra; i due orientamenti avevano caratteristiche diverse, tuttavia, cercando di semplificare, potremmo evidenziare il fatto che la Destra colpiva indiscriminatamente la folla e ciò incuteva terrore generale; mentre la Sinistra aveva obiettivi mirati e individuava bersagli simbolici. UN ESEMPIO è il rapimento e l’uccisione del politico Aldo Moro, avvenuta nel 1978 ad opera del gruppo clandestino delle Brigate Rosse e definita un vero e proprio “attacco al cuore dello Stato”. Il figlio Giovanni Moro descriveva gli anni Settanta così, come un mix di cambiamenti e paure: «E’ stato il decennio della partecipazione civile e delle riforme, ma anche quello delle vittime e dei carnefici». NEL 1969 ci fu un periodo, denominato “Autunno caldo”, nel quale scoppiarono rivendicazioni operaie e studentesche, oltre a scioperi; ci furono varie fasi che caratterizzarono sia l’evoluzione del terrorismo di sinistra che quello di destra. Il 12 dicembre 1969, con l’attentato alla Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana, inizia una serie di eventi che insanguineranno e faranno discutere l’Italia fino ai giorni nostri. TRA IL luglio 1970 e il maggio del ’73 ci furono tre stragi minori; nel 1974 piazza della Loggia, dove persero la vita 8 persone e più di 90 rimasero ferite. Il 4 agosto 1974, la strage del treno Italicus, nella tratta Bologna-Firenze: una bomba esplode con un bilancio di 12 morti e 44 feriti. Con quest’ultimo episodio si conclude la prima fase della strategia della tensione, il cui obiettivo era quello di incutere terrore nell’opinione pubblica per poter riportare l’Italia nei binari della normalità dopo il ’68. QUANDO sembra tutto finito, il 2 agosto 1980, una bomba scoppia alla stazione di Bologna. Un esplosivo simile è stato usato nel 1984 nel rapido 904, attentato ricollegato al capo mafioso Pippo Calò; ciò fa capire come fossero intersecati matrice terroristica e criminalità organizzata e come depistaggi e scenari oscuri abbiano reso impossibile il corretto svolgimento delle indagini.

Classe 3C - tutor: Arianna Ria, Denyse Tagliari

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