Campionato di Giornalismo la Nazione

Il mondo visto da Davide

MOLTI RAGAZZI pensano che la dislessia sia un vantaggio perché nel mio caso io porto il computer a scuola e posso usare le mappe; ma per fare tutto quante ore ci metto? Io per un compito non troppo lungo minimo ci impiego tre giorni, un comune ragazzo un’ora. La dislessia non è un vantaggio, spesso è una noia perché ti costringe ad impiegare molto tempo per studiare. Inoltre in alcuni giorni della settimana vado a Siena per studiare presso il centro «Dedalo» perché è un luogo specifico per i genitori e figli con DSA. Li ringrazio molto per il loro supporto e per l’aiuto che mi offre la logopedista. L’Usl dovrebbe dare questo servizio ai noi DSA, lo prevede la legge ma non lo fa per vari motivi, così bisogna andare nei centri privati che costano tanto. CHI SONO i DSA? Ci sono vari tipi: disgrafici, discalculi ecc. Io sono “DIS” in tutto. Ma ci può essere un vantaggio; ne esistono tanti. i dislessici hanno la capacità immediata di rappresentare ciò che viene spiegato dentro la loro testa, io so scrivere alla lavagna con entrambe le mani e al contrario, proprio come Leonardo Da Vinci. Tuttavia si sente dire che i DSA sono stupidi e svogliati. Non è vero! Apprendiamo in modo diverso e con tempi diversi solo che il tempo a noi manca sempre! E poi ho un quoziente intellettivo di 115. I meccanismi del nostro cervello non sono troppo conosciuti ed ho una memoria ritmica difficile da spiegare. LE ARRABBIATURE. La legge 170 prevede che venga presentato a scuola un «Pdp» cioè il piano di studio personalizzato che precisa quello che io devo e posso e quello che io non devo fare. Ad esempio: io non posso fare più di una interrogazione alla volta e non la posso assolutamente sostenere assieme ad un compito scritto, ma spesso accade il contrario. Noi ragazzi DSA vediamo la scuola come un inferno. A volte non siamo compresi e per molti siamo furbi e svogliati, così non sono riconosciute le nostre potenzialità; sono considerati solo i nostri “difetti”. La scuola e la società non ci supportano in tante cose le quali alla fine ricadono spesso sui nostri genitori; quante sere sono stato a studiare con mia mamma e quanti fine settimana passati sopra i libri facendoli stancare tanto? Ho diritto a giocare anche io e loro a non avere così tante preoccupazioni. Imparare non deve essere una sofferenza! Oggi in una classe sono presenti il 15% degli studenti dislessici, pertanto bisogna trovare nuovi metodi d’insegnamento e rendere questa scuola più tecnologica. Provate a leggere senza occhiali quando si è miopi e poi ditemi cosa capite? Ecco: questo è la dislessia.

Classi 3A, 3B - tutor: Fabio Menga

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