Campionato di Giornalismo la Nazione

Girotondo intorno a Giotto

VICCHIO e la sua scuola. Un luogo in cui si insegna a dare opportunità. Come un ottico che vende occhiali molto speciali e rari al giorno d’oggi… capaci di mostrare gli invisibili. Ma chi sono gli invisibili? Non sono altro che il frutto della nostra immaginazione. Proprio così. Invisibili: il risultato del pensiero della società odierna, sempre pronta a discriminare “l’altro”, il “diverso” ed il “nuovo”. Gli invisibili sono quindi gli emarginati e tutti coloro che rimangono “ultimi” nella considerazione sociale. Tanto che sembra che nessuno li veda. A Vicchio si cerca di dar loro visibilità, soprattutto a scuola. Il cyber bullismo, ad esempio, è una delle forme più moderne di emarginazione: è una guerra combattuta dietro schermi di computer e cellulari. Una forma di prepotenza invisibile che oramai da qualche tempo si è affiancata al bullismo. E che a scuola si cerca di arginare, contrastare, abbattere. E ancora. Invisibili oltre alle vittime della rete sono gli immigrati. Arrivano nel nostro Paese con tante speranze e noi li accogliamo con una sola: quella che scompaiano. E qui arriva la magia: gli immigrati per noi divengono invisibili. Quindi li lasciamo stare, perché non sono persone che conosciamo, e quindi che ce ne importa? A Vicchio queste persone sono aiutate da alcune associazioni come “Banco Alimentare”, che fornisce beni alimentari, e “Oltre i Ponti fra i Mondi”, che si occupa di fornire capi d’abbigliamento. E anche qui la scuola è intervenuta per dare loro visibilità con il progetto “Il viaggio”: un viaggio attraverso le storie di immigrati e migranti con cui si è imparato che, come gli stranieri sono tali per noi, noi lo siamo per loro. Siamo tutti uguali e dobbiamo sentirci fratelli. L’attore Mohammed Ba, intervenuto qualche giorno fa al Teatro Giotto, ci ha spiegato di sentirsi un “italianizzato”, perché vive nel paese da 16 anni: ma un tronco d’albero può stare in acqua per secoli e non diventerà mai un coccodrillo. E ANCORA. L’emarginazione coinvolge troppo spesso anche chi ha a che fare con una disabilità. Così ad essere invisibili nella società moderna sono anche i diversamente abili, che a Vicchio hanno tuttavia trovato un “trampolino di lancio” grazie all’associazione “Indaco, teatro con l’altro”. E se oggi a Vicchio, a scuola, si cerca di allontanare l’esclusione, l’emarginazione e l’indifferenza, lo stesso non si può dire che accadesse anche in passato. La storia ce lo insegna. La nostra storia ce lo ricorda: Su una parete della nostra scuola c’è scritto grande I CARE, “mi importa, mi sta a cuore” (don Lorenzo Milani).

Classe 2C

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