Campionato di Giornalismo la Nazione

Consumismo: così non va

USA e getta! Questo è il motto che, a distanza di un secolo ormai, vola di bocca in bocca, un imperativo categorico che costringe la popolazione ad avere un rapporto sempre più a breve termine con i prodotti che compra. Non è soltanto una semplice pratica, ma una vera e propria filosofia di vita che riassume spesso i nostri comportamenti con gli oggetti e purtroppo anche con le persone. Andiamo ad esaminare l’espressione: per usa e getta si intende l’abitudine di comprare un oggetto, sfruttarlo fino al suo deterioramento e poi disfarsene. Spesso questo bene, una volta raggiunta l’obsolescenza, viene rimpiazzato da un altro più nuovo. TUTTO sembrerebbe normale, almeno per noi abitanti della parte nord occidentale del mondo. Infatti in altre parti del globo gli oggetti non hanno una vera e propria obsolescenza, ma vengono sfruttati finché non si deteriorano e, anche in quel caso, si tenta tutto il possibile per ripararli. Quest’ultima abitudine è dettata da varie esigenze: prima di tutto dalla mancanza di risorse economiche da impiegare nell’acquisto di altri oggetti. Poi c’è anche un fattore etico: gettare via qualcosa che potrebbe ancora essere utile significa sprecare quel bene e non averne rispetto. Possiamo inoltre prendere in considerazione l’aspetto ambientale, poiché un oggetto non dismesso evita di entrare a far parte del mucchio di rifiuti che affligge sempre più pesantemente il nostro pianeta. Talvolta non ci rendiamo conto che un qualsiasi elettrodomestico, come un telefono, un computer o un televisore sarebbe maggiormente sfruttabile, invece siamo invogliati a comprare l’ultimo modello di grido. Le multinazionali mettono in atto quel fenomeno tristemente conosciuto come «obsolescenza programmata», cioè la decisione, già all’origine, di quanto dovrà vivere quel bene e quando dovrà essere rimpiazzato. L’ESISTENZA di questi oggetti comuni si accorcia sempre di più, innescando una vera e propria corsa all’acquisto del modello più nuovo e più potente; ma in questa maniera creiamo molti più rifiuti. Allora la domanda è la seguente: che fine fanno tutti questi scarti? L’ambiente che ci circonda può sostenere tutto questo carico di immondizia? Noi possiamo smaltirla o riciclarla in qualche modo? Certo, ci sono tante possibilità per riciclare i rifiuti e creare quindi nuovi beni senza andare ad aggravare l’inquinamento, ma sicuramente, a questa velocità, il nostro pianeta non potrà che trasformarsi in una gigantesca discarica a cielo aperto. Avremo così trasformato la nostra casa, la natura, da amorevole madre a nociva matrigna.

Classe 1A - tutor: Roberto Petterlin, Florinda Mencacci

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