Campionato di Giornalismo la Nazione

Una città tra passato e futuro

PONTREMOLI, nonostante sia un piccolo paese, ha vissuto nel corso della storia il passaggio di personaggi influenti e famosi che ne hanno arricchito il valore culturale. Uno tra i più importanti è monsignor Giovanni Sismondo che, vescovo di Pontremoli durante la seconda guerra mondiale, diede il suo significativo appoggio alla resistenza e salvò la vita a molti partigiani. Anche dopo le minacce nazifasciste non cedette e continuò a difendere Pontremoli. Viene ricordato anche per la commovente frase che rivolse ai soldati tedeschi: «Voi non avete il diritto di infierire contro una città indifesa, nè di toccare i suoi abitanti, i suoi viveri e le sue case. Nessuna legge può giustificare la vostra violenza. Se volete del sangue prendete il mio». Nel dopoguerra fu vittima di una grave malattia, a causa della quale si ritirò a Torino. Prima di morire inviò tre rose a Pontremoli come ultimo, simbolico gesto d’amore per la città. Nonostante vi fosse molto legato, monsignor Sismondo non era di origini pontremolesi, al contrario di Alessandro Malaspina. Egli nacque il 5 novembre 1754 nel castello di Mulazzo, figlio del marchese Carlo Malaspina e di Caterina di Soragna. Scelse la carriera del navigatore e le sue spedizioni furono molto importanti. I rilevamenti cartografici fatti durante le navigazioni furono usati per disegnare le moderne carte dell’America e dell’Oceania che vennero pubblicate nei primi anni dell’Ottocento. Raccolse una massa enorme di dati statistici, di animali, di piante e di reperti etnologici. Viaggiò per 5 anni in tutto il mondo e, dopo aver visto le condizioni delle popolazioni colonizzate dalla Spagna, scrisse un articolo in cui parlava dei soprusi che queste subivano; per questo venne incarcerato e poi esiliato dalla Spagna. Dopo tornò a Pontremoli, dove rimase fino alla sua morte. Avendo viaggiato molto, non trascorse gran parte della sua vita nel paese di nascita, ma vi è ancora il palazzo di famiglia, dove ha abitato nei primi e negli ultimi anni della sua vita, a testimoniare il suo passaggio nella cittadina. Pontremoli, però, non è stata forgiata solo da grandi uomini, ma anche da grandi donne e, tra queste, ricordiamo il vicecomandante di brigata Laura Seghettini. La sua storia sembra così simile a un romanzo che la stessa Laura ha scritto un libro per raccontarla. Nacque a Pontremoli il 22 gennaio 1922. Aveva 22 anni quando entrò nella resistenza per non essere incarcerata per aver fatto propaganda anti–fascista. La signora Seghettini ha anche imbracciato le armi e comandato degli uomini, diventando vicecomandante di brigata dopo la fucilazione del comandante Facio, l’uomo che avrebbe voluto sposare. Nel dopoguerra cominciò, come aveva sognato, la carriera di insegnante di scuola elementare a Pontremoli, dove tutt’ora risiede alla veneranda età di 95 anni. Pontremoli diede, anche i natali al un grande matematico, Luigi Poletti che si dedicò alla espansione della tavola dei numeri primi. Nato nel 1864, frequentò il liceo “Classico Vescovile” che è ancora in piazza San Francesco. Nel 1955 fu premiato dal presidente della Repubblica Gronchi con la medaglia d’oro e la commenda della Repubblica per i risultati ottenuti con i suoi studi. Fu anche poeta dialettale, ricordiamo il componimento “Al campanón d’Pontrémal” e “Al cant dal Cont Ugolìn”, traduzione in dialetto del XXXIII canto dell’Inferno di Dante.

Classe 3B - tutor: Patrizia Zito

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