Campionato di Giornalismo la Nazione

Il gallo canta a mezzanotte

L’INQUINAMENTO è un problema che affligge l’intero pianeta e tutti ne facciamo le spese, anche i nostri “amici” animali. Esistono molti tipi di inquinamento: atmosferico (gas di scarico), idrico, acustico (rumori troppo forti), elettromagnetico (invisibili onde elettromagnetiche prodotte dai numerosi apparecchi elettronici) e luminoso (dispersione di luce artificiale durante la notte). Quest’ultimo per quanto se ne parli da anni in relazione alla perdita di visibilità delle stelle e agli elevati danni economici derivati dalla dispersione energetica, è ancora sottovalutato dalle persone da un punto di vista dei danni provocati agli animali. In fondo che male può fare ad un animale un po’ di luce? Molte sono le ricerche a riguardo e tutte confermano che gli animali risentono moltissimo dell’inquinamento luminoso sotto vari punti di vista: per esempio alcune tartarughe marine non producono uova se disturbate dalle luci nella spiaggia di annidamento, oppure molti volatili non si orientano durante il periodo migratorio notturno e girano senza meta intorno a grandi fari di sorveglianza. Questo problema è in continuo aumento anche in città dove a soffrire sono sia gli animali domestici sia quelli selvatici. Cani e gatti cittadini possono soffrire di gravi malattie respiratorie, asma, allergie, tumore ai polmoni, a causa della maggiore presenza di sostanze nocive nell’aria più vicina al suolo. Il fenomeno è persino più forte quando piove poco. La massiccia presenza di luce artificiale ha anche causato un aumento dell’attività predatoria, perché molti animali selvatici si attivano in presenza di sorgenti di luce: è il caso di alcune specie di ragni, gechi e pipistrelli che si annidano nei pressi di lampioni (pubblici e privati) per catturare più facilmente falene, zanzare e altri insetti attirati dalla luce. Alcune specie di insetti si stanno estinguendo per questo motivo. Recentemente nel circondario Empolese-Valdelsa sono già stati progettati con maggiore attenzione nuovi impianti di illuminazione pubblica; questo porterà oltre che ad una riduzione dell’inquinamento luminoso anche ad un notevole risparmio economico. La Toscana è stata una delle prime regioni a emanare una normativa e nella Legge Regionale n°37/2000, vieta “l’uso di fari fissi o roteanti e di qualsiasi altra struttura di richiamo luminoso (...) e che disperdono la luce verso la volta celeste, per meri fini pubblicitari o di altro genere”. Avete mai sentito cantare un gallo in piena notte? Vi siete mai chiesti perché lo fa? Chiede solo che spegniate la luce del lampione che lo tiene sveglio!

Tutor: Cristina Fabbri

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